Piacenza rimozione eternit

Piacenza rimozione eternit

Piacenza è una città dell’EMILIA ROMAGNA che presenta una buona concentrazione di coperture in lastre di eternit contenenti amianto e di coibentazioni in amianto friabile presenti negli scantinati di molti edifici come rivestimento delle tubazioni degli impianti di riscaldamento.

Ogni territorio è soggetto a procedure imposte dagli enti preposti che elenchiamo per semplificarne le ricerche:

emilia romagna ASL smaltimento amianto

emilia romagna ASL smaltimento amianto

Area Vasta Emilia Nord

Area Vasta Emilia Centrale

Area Vasta Romagna

Le procedure in vigore da parte degli enti preposti prevedono delle azioni da conseguire per l’eliminazione dei pericoli prodotti da questo manufatto.

Tali azioni sono principalmente:

  • Mappatura dell’amianto presente sul territorio regionale.
  • Monitoraggio dei livelli di concentrazione delle fibre di amianto nell’aria.
  • Criteri per la valutazione del livello di rischio e l’individuazione delle priorità di bonifica.
  • Tutela sanitaria dei lavoratori che sono esposti e che sono stati esposti all’amianto.

Benchè a breve questo manufatto dovrà essere smaltito completamente i lavori di bonifica e smaltimento di eternit o di amianto friabile nella città di Piacenza sono ancora in forte ritardo complice anche la crisi economica che stiamo attraversando.

Anche gli incentivi governativi a Piacenza non sembra abbiano dato e stiano dando un grosso contributo, specialmente per i complessi industriali e le aziende agricole, a risolvere la problematica.

Anche per l’anno 2015 gli incentivi verranno riproposti a Piacenza e saranno corrisposti anche per il solo smaltimento delle lastre di eternit che magari in molti casi sono accatastate nei giardini, negli orti, a copertura di ripostigli , box auto, legnaie ecc. ecc.

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Piacenza ? che fare?

Per edifici di Piacenza costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Per ulteriori informazioni, per avere un preventivo o un sopralluogo a Piacenza inviare una mail tramite questo link

Elenco in ordine alfabetico delle località in provincia di Piacenza:

Agazzano , Alseno , Besenzone , Bettola , Bobbio , Borgonovo Val Tidone , Cadeo , Calendasco , Caminata , Caorso , Carpaneto Piacentino , Castel San Giovanni , Castell’Arquato , Castelvetro Piacentino , Cerignale , Coli , Corte Brugnatella , Cortemaggiore , Farini , Ferriere , Fiorenzuola d’Arda , Gazzola , Gossolengo , Gragnano Trebbiense , Gropparello , Lugagnano Val d’Arda , Monticelli d’Ongina , Morfasso , NibbianoOttone , Pecorara , Piacenza , Pianello Val Tidone , Piozzano , Podenzano , Ponte dell’Olio , Pontenure , Rivergaro , Rottofreno , San Giorgio Piacentino , San Pietro in Cerro , SarmatoTravo , Vernasca , Vigolzone , Villanova sull’Arda , Zerba , Ziano Piacentino

 

Pescara rimozione eternit

Pescara rimozione eternit

Documento tratto dal sito del comune di Pescara.

Sviluppo sostenibile: “Pescara città eternit free”, opera di mappatura, bonifica e campagna informativa sulle problematiche relative alla presenza di amianto nel territorio .

Premesso che: Nella città di Pescara esistono coperture con tettoie in eternit di edifici pubblici e privati, un materiale che col tempo va incontro a deterioramento della sua struttura fino a diventare stratificato e sfaldabile in piccole particelle che, volatilizzate e inalate, possono favorire lo sviluppo di processi tumorali nelle persone esposte. La correlazione è ormai tristemente nota tanto è vero che il 28 aprile ricorre la giornata mondiale delle vittime dell’amianto e in autunno è prevista nella Capitale la Conferenza Nazionale Amianto;

 Considerato che :
  • questa Amministrazione si pone come obiettivo il sostegno a forme di sviluppo ecosostenibile ed alla tutela e salvaguardia della salute pubblica e dell’ambiente
  • che la spesa per la rimozione in sicurezza e lo smaltimento dei residui dell’Amianto è attualmente molto gravosa e che molti piccoli proprietari non conoscono la gravità del problema sanitario e/o non hanno la disponibilità economica per  effettuarla;

Per quanto premesso si invita il Sindaco:

  • Ad avviare un progetto informativo dei cittadini sull’argomento sensibilizzandoli sulle problematiche relative alla presenza di amianto nei territori;
  • A dare vita ad una iniziativa per incentivare la formazione per addetti nelle imprese di bonifica.
  • Ad attivarsi presso la Regione e lo Stato centrale affinché si prenda in considerazione la soluzione del problema amianto che diventa sempre più indilazionabile (poiché a distanza di decenni dalla posa in opera le tettoie sono deteriorate e sempre più liberano polveri cancerogene), sia attraverso il reperimento di stanziamenti regionali e\o nazionali e anche con sgravi fiscali a quei privati che opereranno la sostituzione dei tetti in eternit con quelli fotovoltaici;
  • A verificare presso l’Ufficio Tributi la possibilità di ridurre le imposte per l’apertura dei cantieri;
  • A organizzare la partecipazione del Comune di Pescara alla Giornata nazionale dell’Amianto in programma in autunno a Roma.

Video in cui si parla del problema amianto a Pescara.

Pescara – Per la bonifica dell’amianto in arrivo cinque milioni

La normativa regionale, consultabile a questo indirizzo, si prefigge i seguenti obiettivi:

Gli obiettivi della presente legge sono:

a) la salvaguardia e la tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro dalla possibile esposizione a fibre aerodisperse di amianto;

b) la gestione e bonifica di siti, impianti, edifici, mezzi di trasporto e manufatti in cui sia stata rilevata la presenza di amianto o materiali contenenti amianto;

c) la promozione di attività finalizzate alla tutela dei rischi per la salute e per l’ambiente dall’amianto e la collaborazione con enti pubblici per la ricerca e la sperimentazione nel settore;

d) la promozione di iniziative di educazione, formazione ed informazione, finalizzate ad accrescere la conoscenza sui rischi derivanti dalla presenza di amianto o materiali contenenti amianto ed alla sua corretta gestione.

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Pescara ? che fare?

Per edifici di Pescara costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Perugia bonifica amianto

Perugia bonifica amianto

Documentazione tratta dal sito Perugiatoday.

DEGRADO 90 discariche abusive nel 2013: boom di rifiuti all’amianto

Perugia, 90 discariche abusive nel solo 2013. Sono in tutto 90 i casi in cui il Comune di Perugiaha rilevato la presenza di rifiuti abbandonati abusivamente grazie alle denunce di cittadini Guardie Ecologiche, Vigili Urbani, Polizia Provinciale, Corpo Forestale dello Stato e NOE.. In base ai controlli effettuati, riferiti al solo 2013, si scopre che,  non solo è stata denunciata la presenze di vere e proprie discariche a cielo aperto, ma che si è riusciti a risalire ai responsabili solo nel 10% dei casi.

In tutto 40 i casi di abbandono nelle aree private, per le quali il Comune ha avviato le procedure previste dalla normativa vigente in materia ambientale, comunicando ai proprietari dei terreni l’avviso di avvio alla rimozione, laddove sia stato possibile ravvisare a loro carico qualche responsabilità.

Differenti invece le procedure sulle aree pubbliche, in tutto 50, dove gli interventi sono stati eseguiti direttamente dalla GEST, affidataria del servizio di igiene urbana, che ha trasportato i rifiuti negli appositi impianti di smaltimento.

A preoccupare maggiormente la presenza di rifiuti pericolosi contenenti amianto, supposizione plausibile e che qualche azienda abbia preferito  disfarsene in modo abusivo, evitando così il conferimento in discarica e il pagamento dei relativi costi. Da anni si è comunque registrato un incremento dell’abbandono per eludere evidentemente i costi dello smaltimento.

Quanto, infine, alle coperture in eternit, ancora presenti su capannoni e altre strutture, va specificato che la procedura non prevede l’immediata rimozione di questi materiali ma il loro eventuale smantellamento dopo la presentazione alla Usl  di una relazione, effettuata da tecnico competente, sullo stato di conservazione della copertura, con i conseguenti provvedimenti da adottare in funzione del livello di degrado e quindi del rischio di liberazione di fibre nell’aria, e con i relativi tempi di attuazione.

Ad intervenire in merito l’assessore all’ambiente, Lorena Pesaresi che ha sottolineato come “l’abbandono abusivo dei rifiuti è un danno molto grave per l’ambiente e il territorio, e che lo è anche per le tasche dei cittadini, che alla fine pagano gli oneri relativi alla rimozione e si fanno carico del comportamento incivile di alcuni”. “Per contrastare il fenomeno – ha infine specificato l’assessore – il Comune di Perugia da anni organizza apposite campagne di informazione, offrendo anche tramite la Gest il servizio di ritiro gratuito

Video in cui si parla del problema amianto a Perugia.

Quello che (non) ho – IL MONOLOGO DI ROBERTO SAVIANO: “ETERNIT” – QUELLO CHE (NON) HO 16/05/2012. Pubblicato il 16 mag 2012.Saviano parla delle polveri d’amianto che, se respirate, portano alla morte, e della sentenza Eternit. ROMANA BLASOTTI legge la definizione di POLVERE.

Perugia è una città dell’Umbria che presenta una concentrazione di coperture in lastre di eternit con amianto e di coibentazioni in amianto friabile presenti negli scantinati di molti edifici avvolte sulle tubazioni degli impianti di riscaldamento.

La normativa regionale, consultabile a questo indirizzo, si prefigge i seguenti obiettivi:

  • predisporre un quadro conoscitivo della situazione, anche valutando i risultati degli interventi normativi precedenti;
  • rilevare, con il supporto di ARPAT, le situazioni di pericolo derivanti dalla presenza di amianto, anche attraverso il completamento della mappatura dei siti interessati dalla presenza di amianto, sia di origine antropica che naturale;
  • predisporre specifiche azioni di prevenzione e tutela con l’obiettivo della messa in sicurezza dai pericoli derivanti dalla presenza di amianto, con priorità per i siti con priorità più elevata;
  • controllare le condizioni di salubrità ambientale e sicurezza del lavoro;
  • verificare le attività di smaltimento, messa in sicurezza e bonifica dei siti e delle zone inquinate dall’amianto;
  • incentivare e promuovere iniziative volte a rimuovere i materiali contenenti amianto;
  • prevedere specifici contributi regionali per l’individuazione dei siti idonei di smaltimento dei rifiuti contenenti amianto;
  • predisporre corsi di formazione ed aggiornamento per gli operatori addetti alla rimozione e allo smaltimento e operatori coinvolti nelle attività di vigilanza e controllo.

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Perugia ? che fare?

Per edifici di Perugia costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Pavia rimozione eternit

Pavia rimozione eternit

Documentazione tratta dal sito del comune di Pavia.

CENSIMENTO AMIANTO. Nei mesi di giugno e luglio 2011 inizieranno le indagini per l’individuazione dei manufatti contenenti amianto e presenti sul territorio comunale, la prima fase del progetto prevede il monitoraggio degli edifici nella zona nord-est di Pavia (come da planimetria allegata in formato PDF). In un secondo momento seguirà la mappatura anche della restante parte del territorio Comunale di Pavia.

Ai Proprietari e/o Amministratori degli edifici le cui coperture saranno individuate come manufatti contenenti amianto sarà inoltrata la modulistica predisposta dalla Regione Lombardia in attuazione del D.M. 6-9-1994 e della D.G.R. n° 8/1526 del 22-12-2005 recante “Piano Regionale Amianto Lombardia” e succ. mod. ed int..

Il progetto di censimento dell’amianto sarà avviato dal Comune di Pavia – Servizio Ecologia in collaborazione con gli studenti di chimica dell’I.T.I.S. G. Cardano di Pavia, coordinati dal Dott. Andrea Salvaneschi di A.S.P. Ambiente & Research.

si allega:

  1. Planimetria del territorio comunale con la perimetrazione della area oggetto della 1.ma fase di monitoraggio.
  2. D.G.R. 22/12/2005 n. 8/1526 _ Approvazione del “Piano Regionale Amianto Lombardia” (PRAL).
  3. modulo NA/1 – censimento amianto. – Autocertificazione.

Nell’anno 2012 si darà corso alla 2a fase del progetto di individuazione delle coperture con presunta presenza di amianto su tutti i fabbricati del territorio comunale ricadenti nell’area individuata di Pavia Nord-Ovest. L’obiettivo è di bissare l’ottimo risultato ottenuto nell’anno 2011 per il quale si sono avuti ragguardevoli risultati. L’intento è di coprire l’intero territorio Comunale di Pavia. Ai Proprietari e/o Amministratori degli edifici le cui coperture saranno individuate come manufatti contenenti amianto sarà inoltrata la modulistica predisposta dalla Regione Lombardia in attuazione del D.M. 6-9-1994 e della D.G.R. n° 8/1526 del 22-12-2005 recante “Piano Regionale Amianto Lombardia” e succ. mod. ed int.. Il progetto è stato avviato dal Comune di Pavia – Servizio Ecologia in collaborazione con gli studenti del 4° anno dell’I.T.I.S. G. Cardano di Pavia.

Allegati:

1- Planimetria del territorio comunale con la perimetrazione della area oggetto della Seconda fase di monitoraggio.

2- D.G.R. 22/12/2005 n. 8/1526 _ Approvazione del “Piano Regionale Amianto Lombardia” (PRAL).

3- modulo NA/1 – censimento amianto. – Autocertificazione.

Video in cui si parla del problema amianto a Pavia.

Rimozione amianto per utenze domestiche

Pavia è una città con ancora una alta percentuale di coperture in amianto (eternit).

La bonifica di questo materiale dovrebbe avvenire entro breve ma ad oggi i lavori di bonifica sono ancora in forte ritardo complice anche la crisi mondiale. Gli incentivi governativi non sembra diano un grosso contributo, specialmente alle aziende, a risolvere questa problematica.

Però la copertura in amianto dopo circa 40 anni che è stata posata inizia a presentare grossi problemi di tenuta dalle infiltrazioni d’acqua ed inoltre lavori di manutenzione sui tetti provocano irreparabilmente rotture per camminamento delle stesse. Quando una lastra di eternit presenta una rottura non vi è alcun modo di poterla rendere impermeabile se non con la sua sostituzione.

Eseguire sostituzioni parziali delle coperture di cemento amianto hanno dei costi elevati in quanto si devono attivare, in ogni caso, tutte le procedure e permessi verso gli organi competenti e precisamente:

  • Piano di lavoro presso la ASL competente.
  • Allestimento di misure di sicurezza contro le cadute dall’alto.
  • Noleggio di attrezzature atte alla movimentazione dei materiali da e verso la copertura.
  • Incapsulamento preventivo della superficie in cemento amianto oggetto dai lavori e per tutta l’area di capestio per evitare liberazione di fibre d’amianto nell’ambiente circostante.

I costi di queste prime procedure sono tali per cui non risulta conveniente economicamente sostituire parzialmente una copertura in cemento amianto.

Si deve quindi sempre optare per una bonifica dell’amianto risolutiva che vada ad eliminare completamente il manufatto.

Località in provincia di Pavia:

Seleziona il paese interessato alla rimozione di eternit o bonifica di amianto:

 

Alagna , Albaredo Arnaboldi , Albonese , Albuzzano , Arena Po , Badia Pavese , Bagnaria Barbianello , Bascapè , Bastida Pancarana , Battuda , Belgioioso , Bereguardo , Borgarello , Borgo Priolo , Borgo San Siro , Borgoratto Mormorolo , Bornasco , Bosnasco , Brallo di Pregola , Breme , Bressana Bottarone , Broni  Calvignano , Campospinoso , Candia LomellinaCanevino , Canneto Pavese , Carbonara al Ticino , Casanova Lonati , Casatisma , Casei Gerola , Casorate Primo , Cassolnovo , Castana , Casteggio , Castelletto di Branduzzo , Castello d’Agogna , Castelnovetto , Cava Manara , Cecima , Ceranova , Ceretto Lomellina , Cergnago , Certosa di Pavia , Cervesina , Chignolo Po , Cigognola , Cilavegna , Codevilla Confienza , Copiano , Corana , Cornale e Bastida , Corteolona e Genzone , Corvino San Quirico , Costa de’ Nobili , Cozzo , Cura Carpignano , Dorno , Ferrera Erbognone , FiligheraFortunago , Frascarolo , Galliavola , Gambarana , Gambolò , Garlasco , Gerenzago , GiussagoGodiasco Salice Terme , Golferenzo , Gravellona Lomellina , Gropello Cairoli , Inverno e Monteleone , Landriano , Langosco , Lardirago , Linarolo , Lirio , Lomello , Lungavilla , Magherno , Marcignago , Marzano , Mede , Menconico , Mezzana Bigli , Mezzana Rabattone , Mezzanino , Miradolo Terme , Montalto Pavese , Montù Beccaria , Montebello della Battaglia , Montecalvo Versiggia , Montescano , Montesegale , Monticelli Pavese , Mornico Losana , Mortara , Nicorvo , Olevano di Lomellina , Oliva Gessi , Ottobiano Palestro , Pancarana , Parona , Pavia , Pietra de’ Giorgi , Pieve Albignola , Pieve del Cairo , Pieve Porto Morone , Pinarolo Po , Pizzale , Ponte Nizza , Portalbera , Rea , Redavalle , Retorbido , Rivanazzano Terme , Robbio , Robecco Pavese , Rocca de’ Giorgi , Rocca Susella , Rognano , Romagnese , Roncaro , Rosasco , Rovescala , Ruino , San Cipriano Po , San Damiano al Colle , San Genesio ed Uniti San Giorgio di Lomellina , San Martino Siccomario , San Zenone al Po , Sannazzaro de’ Burgondi , Sant’Alessio con Vialone , Sant’Angelo Lomellina , Santa Cristina e Bissone , Santa Giuletta , Santa Margherita di Staffora , Santa Maria della Versa , Sartirana Lomellina , Scaldasole , Semiana , Silvano Pietra , Siziano , Sommo , Spessa , Stradella , Suardi , Torrazza Coste , Torre Beretti e Castellaro , Torre d’Arese , Torre d’Isola , Torre de’ Negri , Torrevecchia Pia , Torricella Verzate , Travacò Siccomario , Trivolzio , Tromello , Trovo , Val di Nizza ,Valeggio , Valle Lomellina , Valle Salimbene , Valverde , Varzi , Velezzo Lomellina , Vellezzo Bellini , Verretto , Verrua Po , Vidigulfo , Vigevano , Villa Biscossi , Villanova d’Ardenghi Villanterio , Vistarino , Voghera , Volpara , Zavattarello , Zeccone , Zeme , Zenevredo , Zerbo , Zerbolò , Zinasco.

Parma rimozione eternit

Parma rimozione eternit

 

Questa pagina è a “scopo informativo” quindi non mandate richieste di intervento, sopralluogo , telefonate per informazioni sui costi in quanto siamo una azienda che opera solo sul territorio della Lombardia.

 

Documentazione tratta dal sito del comune di Parma.

Opportunità per le imprese che intendono provvedere alla dismissione dell’amianto, grazie ai 9 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione.

Rimozione amianto, finanziamenti regionali. “Dopo gli interventi fatti dal Comune di Parma sugli edifici pubblici con particolare riferimento alle scuole dove abbiamo azzerato la presenza di coperture di amianto – spiega l’assessore all’ambiente Gabriele Folli – promuoviamo volentieri questa iniziativa dell’assessorato Ambiente della Regione rivolta alle aziende, in modo che sia data la massima partecipazione da parte delle aziende di Parma a questa iniziativa”

Si tratta di una misura che rientra nel Piano di azione ambientale.

Dal 23 settembre le imprese potranno avviare le richieste di contributo per la qualificazione dei luoghi di lavoro. Per l’assessore regionale Gazzolo: “Tutelare l’ambiente significa tutelare il lavoro”, una priorità, quindi. Per questo sono in arrivo 9 milioni di euro di eco-incentivi per le imprese che rimuovono e smaltiscono l’amianto presente nei luoghi lavoro.

Le risorse – messe a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna, nel Piano di azione ambientale, attraverso un bando – puntano alla qualificazione ambientale e alla tutela dei lavoratori.

A partire dal prossimo 23 settembre, una sorta di click-day, collegandosi al sitohttp://ambiente.regione.emilia-romagna.it le imprese potranno effettuare la prenotazione online della domanda di contributo.

L’iniziativa, già sperimentata negli anni scorsi, ha l’obiettivo di sostenere l’impegno di quelle aziende che mostrano di voler qualificare il proprio ambiente di lavoro attraverso la rimozione di coperture o coibentazioni contenenti cemento-amianto.

Il bando è stato costruito sfruttando anche le recenti semplificazioni in materia di aiuti di Stato emanate dall’Unione europea, con particolare riferimento al nuovo regolamento di esenzione in materia di tutela ambientale.

“Tutelare l’ambiente significa tutelare il lavoro, e la Regione con il bando vuole dare un segnale chiaro in questa direzione – sottolinea l’assessore all’Ambiente Paola Gazzolo – . Con queste risorse vogliamo sostenere le imprese che hanno la sensibilità e la volontà di migliorare”.

Il provvedimento poggia sulla consapevolezza che la soluzione definitiva al problema è nella rimozione di tutto l’amianto presente nel territorio: un processo, questo, che richiede risorse e tempo”.

Il contributo massimo erogabile sarà di 200mila euro per ciascuna impresa del territorio regionale.

Si tratta di contributi che verranno concessi secondo l’ordine cronologico di arrivo, verificando prima la documentazione progettuale completa che sarà richiesta unicamente a quelle imprese che si collocheranno in posizione utile in graduatoria.

In questo modo si eviterà di appesantire inutilmente di adempimenti tutti i partecipanti al “click day”.

http://ambiente.regione.emilia-romagna.it

Video in cui si parla del problema amianto a Parma.

Il Comune di Parma dice no alle ofioliti e all’amianto

Ogni territorio è soggetto a procedure imposte dagli enti preposti che elenchiamo per semplificarne le ricerche:

Area Vasta Emilia Nord

Area Vasta Emilia Centrale

Area Vasta Romagna

Le procedure in vigore da parte degli enti preposti prevedono delle azioni da conseguire per l’eliminazione dei pericoli prodotti da questo manufatto.

Tali azioni sono principalmente:

  • Mappatura dell’amianto presente sul territorio regionale.
  • Monitoraggio dei livelli di concentrazione delle fibre di amianto nell’aria.
  • Criteri per la valutazione del livello di rischio e l’individuazione delle priorità di bonifica.
  • Tutela sanitaria dei lavoratori che sono esposti e che sono stati esposti all’amianto.

 

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Parma ? che fare?

Per edifici di Parma costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Pannello ventilato

Il pannello ventilato

Pannello monolitico costituito, nella parte isolante da polisterene espanso sinterizzato, anziché da poliuretano come i normali pannelli di cui rappresenta l’innovativa evoluzione. La finitura superiore è costituita da lastre in acciaio a protezione multistrato.

Oltre alla eccezionale durabilità assicurata dalla protezione multistrato, il particolare disegno della sezione conferisce a Coverpiù caratteristiche uniche.

VENTILAZIONE

Canali di ventilazione consentono la libera circolazione dell’aria tra lo strato isolante e l’elemento di copertura evitandone l’eccessivo surriscaldamento, a garanzia di condizioni di esercizio favorevoli e costante affidabilità nel tempo. Allo stesso modo, viene abbattuto il carico termico all’estradosso dell’isolante migliorando il comfort ambientale interno.

AGGETTO IN GRONDA

L’aggetto in gronda del solo elemento di tenuta mette le testate del pannello al riparo dal dilavamento delle acque meteoriche e impedisce che il pacchetto si trovi esposto all’umidità costante. In questo modo l’elemento isolante non rischia di deteriorarsi nel tempo e le lamiere di rivestimento non sono soggette a corrosione.

ACUSTICA

L’insonorizzazione è garantita dalla protezione multistrato. La rumorosità prodotta dalla pioggia battente sulle comuni coperture metalliche è abbattuta in maniera sorprendente: in caso di pioggia o grandine Coverpiù risulta 3,05 volte meno rumoroso dei normali pannelli (Certificazione Istedil n°1632/2010 A – B).

CARICO TERMICO

Le performance di Coverpiù assicurano il rispetto delle normative in tema di contenimento energetico. In regime estivo, alle stesse condizioni al contorno, Coverpiù assicura migliori condizioni di comfort degli occupanti (minore temperatura dell’ambiente interno] e un miglior comportamento isolante rispetto ai pannelli “pieni” in poliuretano presenti sul mercato.

PROVE DI LABORATORIO

II pannello Coverpiù ha garantito valori di temperatura all’estradosso dell’isolante e, come attesa conseguenza, temperature superficiali del paramento interno più basse rispetto ai normali pannelli. Inoltre, sottoposto a prove, il pannello Coverpiù ha dimostrato un eccellente comportamento al fuoco, producendo una emissione di fumo minore rispetto alle versioni standard di altri pannelli tradizionali.
(B, S2 -dO ex classe 1 ]

Pannelli similcoppo

Pannelli similcoppo

Il pannello similcoppo è un elemento metallico di grandi dimensioni, prodotto in rame, in alluminio o in acciaio preverniciato, con un proprio disegno architettonico a forma di coppo. Questo elemento permette di ottenere una copertura funzionale, esteticamente piacevole, pratica, leggera, sicura, capace di garantire la massima sicurezza di impermeabilità del tetto.

Lastra metallica stampata indicata per:

  • coperture civili e nel risanamento di vecchie coperture con vincoli paesaggistici

Pendenza minima:

  • 15 %

Materiali in Alluminio preverniciato, acciaio preverniciato, rame.

Caratteristiche:

  • pedonabile
  • lunghezze a misura

Pannelli sandwich

Pannelli sandwich

Si tratta di un pannello composito di copertura costituito da due rivestimenti in lamiera metallica collegati tra loro da uno strato di isolante poliuretanico. I pannelli si installano su qualunque tipo di struttura portante ed in particolare su quelle costituite da elementi metallici. La corrugazione del profilo superiore esalta le prestazioni di carico del pannello che può essere applicato su grandi luci di appoggio.

Gli spessori di poliuretano variano da un minimo di 30 mm. sino a 100 mm.

Possono essere posati anche su coperture con poca pendenza sino ad un mnimo del 10%.

Caratteristiche tecniche pannello coibentato:

  • pedonabile
  • coibentato
  • strutturale
  • possibilità overlapping per sormonto trasversale

I materiali metallici possono avere i seguenti abbinamenti:

A) alluminio preverniciato
B) alluminio preverniciato

A) alluminio preverniciato
B) cartonfeltro o alluminio centesimale

A) acciaio zincato preverniciato
B) acciaio preverniciato

A) rame
B) acciaio zincato preverniciato

A) acciaio zincato preverniciato
B) cartonfeltro

Pannelli fotovoltaici

Pannelli fotovoltaici

L’impianto fotovoltaico permette di produrre energia elettrica autonomamente usando l’energia solare e sfruttando le proprietà dei materiali che sono particolarmente sensibili alla luce del sole, come il silicio.

Il kit fotovoltaico è il top di gamma ed è costituito da:

  • moduli fotovoltaici
  • inverter
  • strutture di sostegno in alluminio
  • cavi e connettori
  • tutti gli accessori per l’installazione

Risparmi in bolletta producendo energia elettrica dal sole.

L’energia che produci nelle ore diurne e in qualsiasi condizione atmosferica è gratuita e non inquina. E se non la consumi immediatamente la puoi immettere in rete e prelevarla quando ne avrai bisogno a condizioni vantaggiose (scambio sul posto).

Puoi detrarre le spese del 50%

Se installi l’impianto entro il 31 dicembre 2014 potrai detrarre dalle tasse il 50% dei costi, in 10 anni.

È un investimento che dura e rende nel tempo

Un impianto fotovoltaico dura in media 25 anni e la garanzia è di 10 anni su moduli, inverter e strutture. Inoltre, negli ultimi tre anni il mercato immobiliare ha registrato dati positivi: il valore di mercato delle case con fotovoltaico è cresciuto del 10-15%.

Pannelli coibentati

Pannelli coibentati

Sono pannelli di copertura costituiti da un rivestimento in lamiera metallica con uno strato di isolante poliuretanico mentre sulla parte dell’intradosso vi è una pellicola nera di cartonfeltro. I pannelli si installano su qualunque tipo di struttura portante ed in particolare su quelle costituite da elementi metallici. La corrugazione del profilo superiore esalta le prestazioni di carico del pannello, che può essere applicato su grandi luci di appoggio.

Gli spessori di poliuretano variano da un minimo di 30 mm. sino a 100 mm.

Possono essere posati anche su coperture con poca pendenza sino ad un mnimo del 10%.

Caratteristiche tecniche pannello coibentato:

  • pedonabile
  • coibentato
  • strutturale
  • possibilità overlapping per sormonto trasversale

I materiali metallici dello strato superiore possono essere:

  • Alluminio preverniciato.
  • Acciaio zincato preverniciato.
  • Rame

Pannelli centinati

Pannelli centinati

Si tratta di un pannello composito di copertura costituito da due rivestimenti in lamiera metallica collegati tra loro da uno strato di isolante poliuretanico. I pannelli si installano su qualunque tipo di struttura portante ed in particolare su quelle costituite da elementi metallici. La corrugazione del profilo superiore esalta le prestazioni di carico del pannello che può essere applicato su grandi luci di appoggio.

Gli spessori di poliuretano variano da un minimo di 40 mm. sino a 120 mm.

Possono essere posati anche su coperture con poca pendenza sino ad un mnimo del 10%.

Caratteristiche tecniche pannello coibentato curvo:

  • riduzione del rumore
  • riduzione effetto condensa
  • ottima pedonabilità
  • riduzione danni da grandine

I materiali metallici curvi possono avere i seguenti abbinamenti:

A) alluminio preverniciato
B) acciaio zincato preverniciato

A) acciaio zincato preverniciato
B) acciaio zincato preverniciato

A) aluzinc
B) acciaio zincato preverniciato

A) rame
B) acciaio zincato preverniciato

 

Palermo rimozione eternit

Palermo rimozione eternit

Documentazione tratta dal sito del comune di Palermo.

RIFIUTI. RIPRENDE RIMOZIONE AMIANTO E SFABBRICIDI. (data pubblicazione 31-MAG-13)

Il Comune ha stipulato ieri il contratto per il Servizio di rimozione, trasporto e smaltimento di rifiuti pericolosi in cemento amianto e rifiuti misti di costruzione e demolizione (c.d. sfabbricidi) abbandonati in strade ed aree pubbliche. A svolgere questo servizio nei prossimi mesi sarà la ditta L’Ammiraglia Recuperi Ambientali che ha sottoscritto un contratto di 22.850 euro oltre IVA.

In questo modo l’Amministrazione ha individuato una soluzione tampone, in attesa che il TAR si pronunci su una precedente gare (dell’importo di 170.000 euro) che è in atto sospesa. L’impresa ha avuto immediatamente affidato il servizio e sta quindi già predisponendo (con procedura d’urgenza richieste dall’Amministrazione) il Piano di Lavoro che deve essere obbligatoriamente approvato dall’ASP.

Ottenuto il parere dell’Azienda Sanitaria, si procederà con gli interventi su indicazione del Servizio Ambiente, dando priorità alla rimozione di rifiuti in cemento amianto abbandonati vicino a siti sensibili (es: scuole, ospedali, etc..) o che si trovano in condizioni precarie (es: manufatti frantumati, su sede stradale, …).

‘Con questo contratto – spiega l’Assessore Giuseppe Barbera – saremo in grado di effettuare il servizio per alcuni mesi ed affrontare le emergenze, in attesa che si sblocchi la vicenda burocratica che blocca la gara più complessiva.’

‘Se fosse necessario – conclude Barbera – in fase di approvazione delle manovre finanziarie, proveremo ad individuare altre somme da destinare al servizio, attraverso le procedure previste dalla normativa sugli appalti.’ Si ricorda che tramite la sezione Geoblog del sito Internet del Comune i cittadini possono segnalare la presenza di discariche abusive.

Video in cui si parla del problema amianto a Palermo.

Palermo, l’invasione dell’amianto

Palermo è una città della Sicilia che presenta una concentrazione di coperture in lastre di eternit con amianto e di coibentazioni in amianto friabile presenti negli scantinati di molti edifici avvolte sulle tubazioni degli impianti di riscaldamento.

La normativa regionale, consultabile a questo indirizzo, si prefigge i seguenti obiettivi:

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Palermo ? che fare?

Per edifici di Palermo costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Padova bonifica amianto

Padova bonifica amianto

Documentazione tratta dal sito del comune di Padova.

Amianto: informazioni generali e smaltimento. Segnalazioni e interventi.

Descrizione. L’amianto è un gruppo di minerali naturali a struttura fibrosa separabile in fibre molto sottili e resistenti, largamente impiegato nel passato in vari settori, dall’edilizia all’industria, fino all’emanazione della Legge 257/92 che ne ha disposto la completa dismissione, poiché l’inalazione delle fibre liberate nell’aria comporta un grave rischio per la salute. Pertanto se l’amianto è compatto, cioè le fibre sono fortemente legate in una matrice stabile e solida per cui difficilmente si liberano, non è danneggiato ed è privo d’abrasioni e non esistono particolari rischi per la salute, mentre se l’amianto è friabile, vale a dire che può essere facilmente sbriciolato o ridotto in polvere con la semplice pressione manuale, esiste il pericolo di inalarne le fibre.

Interventi e smaltimento.

  • Quando il materiale contenente amianto è duro e compatto e in buone condizioni di conservazione il proprietario deve mettere in atto un programma di controllo e manutenzione (D.M.S. 06/09/1994 e successive modifiche e integrazioni).
  • Quando il materiale contenente amianto è friabile o danneggiato o deteriorato è necessario un intervento di bonifica, nel rispetto della normativa vigente in materia, previa approvazione del piano di lavoro da parte dello Spisal dell’Ulss 16, secondo quanto stabilito dalla L. 257/92 e succ.

METODI DI BONIFICA

  • incapsulamento: trattamento con prodotti penetranti o ricoperti che inglobano le fibre di amianto (questo tipo di intervento può essere eseguito solo da ditte specializzate);
  • confinamento: installazione di una barriera a tenuta che separi l’amianto dalle aree occupate dell’edificio (questo tipo di intervento può essere eseguito solo da ditte specializzate);
  • rimozione dell’amianto (questo tipo di intervento può essere eseguito in proprio o da ditte specializzate).
    I privati cittadini residenti nel Comune di Padova possono usufruire di un servizio che consente di ottenere la fornitura gratuita di un kit per la rimozione sicura del cemento-amianto (eternit) e lo smaltimento gratuito dello stesso, fino ad un massimo di 750 Kg. SMALTIMENTO CEMENTO-AMIANTO

Quando in un edificio è presente amianto deve essere nominata una persona che valuti, nel tempo, lo stato di conservazione dei materiali che lo contengono (può essere lo stesso proprietario).

Segnalazioni. In caso di presenza di manufatti o coperture in cemento-amianto in pessimo stato di conservazione nel territorio del Comune di Padova si può presentare segnalazione scritta, in carta semplice o con modello prestampato (disponibile nella sezione “Link utili” di questa pagina), al Settore Ambiente del Comune di Padova – via Sarpi, 2 – 35138 Padova;

Ricevuta la segnalazione il Settore Ambiente:
– se l’area è privata, chiede al proprietario di attuare l’intervento di bonifica;
– se l’area è pubblica, ma non di proprietà del Comune, invita l’ente proprietario a provvedere alla bonifica dei manufatti o coperture in cemento-amianto

Normativa di riferimento. Decreto del 25 luglio 2001, Ministero sanità, rettifica al decreto del 20 agosto 1999 “Ampliamento delle normative e delle metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo l’amianto, previsti dall’art. 5, comma 1, lettera f), della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”.

  • Decreto del 20 agosto 1999, Ministero della sanità “Ampliamento delle normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica: utilizzo di rivestimenti incapsulanti per la bonifica di manufatti in cemento-amianto, bonifica di materiali con amianto a bordo delle navi, ecc”.
  • Decreto ministeriale del 14 maggio 1996, Ministero della sanità “Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica: unità prefabbricate, tubazioni e cassoni in cemento-amianto, ecc”.
  • D.M.S. del 6 settembre 1994 “Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, la bonifica, il controllo e la manutenzione dei materiali contenenti amianto presenti negli edifici”.
  • L. del 27 marzo 1992, n. 257 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dall’amianto”.

Video in cui si parla del problema amianto a Padova.

“Eco-orrori”alle porte di Padova

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Padova ? che fare?

Per edifici di Padova costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Oristano bonifica amianto

Oristano bonifica amianto

Documentazione tratta dal sito del comune di Oristano.

Amianto – Dalla Provincia 500 mila euro per le bonifiche, approvata la graduatoria definitiva

La Provincia di Oristano ha approvato la graduatoria definitiva dei beneficiari dei finanziamenti per la bonifica dell’amianto presente nelle abitazioni private dell’intero territorio Provinciale. Le risorse disponibili e assegnate ammontano a circa 500 mila euro.

Sono state ammesse al finanziamento 639 richieste su 892 domande presentate, le restanti sono rimaste escluse per mancanza di requisiti o perché incomplete. Gli interventi immediatamente finanziabili con le risorse disponibili sono 134.
Gli interventi ammessi che al momento non sono finanziabili potranno essere finanziati per scorrimento della graduatoria, in base a ulteriori risorse che la Regione assegnerà, ma anche attraverso economie dovute alla revoca o eventuale rinuncia al contributo da parte di beneficiari cui è stato concesso il contributo.

“Ulteriori risorse, per circa 1 milione di euro, saranno disponibili con lo sblocco, da parte della Regione, delle economie risultanti da un altro finanziamento che la Provincia aveva ottenuto per le attività di bonifica della discarica abusiva di amianto in fibre libere di Masangionis, ubicata nel Comune di Arborea, giunta ormai alla fase conclusiva – spiega l’Assessore provinciale all’ambiente MAriella Pani -. Queste risorse ci consentiranno di proseguire nello smaltimento dell’amianto dalle abitazioni private, un’attività che la Provincia ha sostenuto con forza e impegno in questi anni, con risposte concrete al territorio in termini ambientali e di salute pubblica”

Gli interventi di bonifica dell’amianto sono quanto mai necessari, tenuto conto che sebbene sia stato vietato da oltre dieci anni, l’amianto non è ancora scomparso del tutto dalle case e dagli edifici pubblici. In particolare, ancor di più nel territorio oristanese, dove l’amianto è stato utilizzato in maniera molto più ampia che in altri territori, per il fatto che le fabbriche in Sardegna produttrici di manufatti di cemento amianto si trovavano nella nostra provincia, la Cem.a di Marrubiu e la Sardit di Oristano.

consulta la graduatoria

Video in cui si parla del problema amianto a Oristano.

Amianto oristano luglio 2014

 

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Oristano ? che fare?

Per edifici di Oristano costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Olbia bonifica amianto

Olbia bonifica amianto

Documentazione tratta dal sito del comune di Olbia-Tempio.

Erogazione di contributi per la bonifica- ancora disponibili risorse per i privati. Con Determinazione n. 493 del 5.11.2015 l’Amministrazione Straordinaria Ex Provincia Olbia Tempio ha approvato l’avviso attraverso il quale si comunica che sono ancora disponibili risorse pari ad Euro 52.024,97 (cinquantaduemilaventiquattro/97) per la concessione di contributi destinati alla bonifica ed allo smaltimento di manufatti in amianto presenti in edifici residenziali e loro pertinenze nonché in altre tipologie di edifici privati di cui al D.M. n.101/2003, Allegato A, Categoria 2.

PER  CONSULTAZIONE E APPROFONDIMENTI  VISITARE LA PRESENTE SEZIONE


Video in cui si parla del problema amianto a Olbia-Tempio.

Proposte M5S su bonifica amianto – Conferenza stampa

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Olbia ? che fare?

Per edifici di Olbia costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Ogliastra bonifica amianto

Ogliastra bonifica amianto

Documentazione tratta dal sito del comune di Ogliastra.

Video in cui si parla del problema amianto a Ogliastra.

Tortolì. Famiglia di senza tetto in un capannone di amianto. Che nel nostro Paese esistano delle realtà di povertà e degrado è fatto noto, che il welfare non sia un’eccellenza del “sistema Italia” lo è altrettanto. I servizi sociali sono spesso il fanalino di coda delle pubbliche amministrazioni e del governo centrale. Tortolì ha sempre dimostrato di avere una grande generosità,tuttavia può capitare che presi dalla frenesia della vita quotidiana non ci si accorga che un’intera famiglia di persone viva all’interno di un capannone di amianto fatiscente, al freddo e in condizioni igienico sanitarie disumane.

 

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Olbia ? che fare?

Per edifici di Ogliastra costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Normative regionali Veneto

Normative regionali Veneto

dal sito della regione Veneto

Con la legge 27 marzo 1992, n. 257 è stata vietata, su tutto il territorio nazionale, la produzione, il commercio, l’estrazione e l’importazione di amianto e dei prodotti che lo contengono.

Adempimenti:

  • per i proprietari di edifici e/o amministratori di condominioobbligo di censimento della presenza di amianto libero o in matrice friabile negli edifici pubblici, nei locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e nei blocchi di appartamenti (il censimento nelle singole unità abitative private è indicato dal DPR 8/8/94 come facoltativo).
  • per le imprese di smaltimento e/o bonifica:
    • obbligo di conseguimento degli attestati di abilitazione per gli operatori (art. 10 L. 257/92 e art. 10 DPR 8.8.1994) e di iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori dei rifiuti per le imprese (art. 30 comma 8 del D.Lgs 22/97, in riferimento al D.M. del 5 febbraio 2004). L’Albo è tenuto presso le Camere di Commercio.
    • presentazione al Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli ambienti di lavoro dell’AULSS territorialmente competente del “piano di lavoro” o della “notifica” prima della realizzazione degli interventi di bonifica (art. 250 e 256 D.Lgs. 81/08. Con DGR n. 265 del 15.03.2011 la Giunta Regionale ha approvato le “Linee interpretative regionali per la sorveglianza sulle attività lavorative con esposizione all’amianto”. Il documento, superando le precedenti indicazioni regionali in applicazione di quanto stabilito dal titolo IX capo III del D.Lgs. 81/08, prevede forme semplificate di comunicazione all’organo di vigilanza, anche tenendo conto dei casi di urgenza e delle ipotesi di esposizioni sporadiche a debole intensità (ESEDI);
    • invio di una relazione sull’attività di bonifica realizzata, alla Regione ed allo SPISAL dell’AULSS territorialmente competente, entro il 28 febbraio di ogni anno successivo all’anno di attività, secondo lo schema delineato dall’art. 9, commi 1 e 3, della legge 27 marzo 1992, n. 257.

Atti e documenti

  • Legge n° 257 del 27 marzo 1992: “Norme relativealla cessazione dell’impiego di aminato” [pdf 150KB]
  • D.P.R. n° 8 dell’8 agosto 1994: “Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto.” [pdf 161KB]
  • Circolare Ministeriale: Orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità (ESEDI) all’amianto nell’ambito delle attività previste dall’art. 249 comma 2 del D.LGS.9 aprile 2008, n. 81 come modificato e integrato dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 [pdf 2,4MB]
  • DGR n°265 del 15 marzo 2011: Sorveglianza sulle attività lavorative con esposizione all’amianto (titolo IX capo III del D.Lgs. 81/08). Approvazione linee interpretative regionali.
  • Relazione attività bonifica amianto. Anno  2012. (art.9 Dlgs 257/92)

Approfondimenti e reportistica

Normative regionali Trentino Alto Adige

Normative regionali Trentino Alto Adige

tratto da assomianto

Delibera Giunta Provinciale TRENTO 20 novembre 1998n. 12801
Approvazione del “Piano provinciale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione,di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”
(Bollettino Ufficiale Regione 12 gennaio 1999, n. 3)

LA GIUNTA PROVINCIALE

(Omissis)
Delibera:
1) di approvare, in conformità a quanto previsto in premessa, il “Piano provinciale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”, nel testo allegato alla presente deliberazione della quale costituisce parte integrante e sostanziale;
2) di impegnare l’Azienda provinciale per i Servizi sanitari, l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente e le altre strutture della provincia autonoma di Trento citate nel presente Piano a dare esecuzione allo stesso, secondo le direttive, le priorità e le linee di intervento in esso indicate;
3) di disporre la pubblicazione della presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della regione Trentino-Alto Adige.
Piano provinciale amianto
(Legge n. 257/1992 – D.P.R. 8 agosto 1994)
“Piano provinciale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”
Il “Piano provinciale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto” si configura come lo strumento con il quale la provincia autonoma di Trento contribuisce a mettere a regime quanto di sua competenza in materia di rischi sanitari ed ambientali collegati all’amianto, nel rispetto delle norme di cui all’art. 10 della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”.
Il Piano provinciale amianto si articola, ai sensi del D.P.R. 8 agosto 1994, recante “Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”, di cui all’art. 10 della succitata legge n. 257/1992, nei punti seguenti:
1) censimento e realizzazione dell’archivio delle situazioni a rischio amianto;
2) sorveglianza e controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro;
3) classificazione dei rifiuti contenenti amianto ed indicazioni per l’individuazione degli impianti di smaltimento;
4) formazione e specializzazione del personale;
5) strumentazione necessaria per le analisi dell’amianto.
1) Censimento delle situazioni a rischio amianto
e realizzazione dell’archivio di gestione
1.1. Il censimento
La finalità del censimento è quella di acquisire i dati necessari su cui basare i piani di protezione e di risanamento di cui all’art. 10 della legge n. 257/1992. In particolare su tali dati verranno pianificati gli interventi delle strutture territoriali di controllo sulle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro. Sulla base dei criteri indicati negli articoli contenuti nel D.P.R. 8 agosto 1994 ed in particolare su quanto disposto dall’art. 8 del citato D.P.R., si darà priorità nell’immediato al censimento di imprese e strutture in cui si presume che il rischio amianto abbia maggiore rilevanza in termini di diffusione tra i lavoratori esposti e la popolazione.

Leggi intero articolo

Normative regionali Piemonte

 Normative regionali Piemonte

Informazioni dal sito http://www.arpa.piemonte.it

Normativa Regionale

Normative regionali Liguria

Normative regionali Liguria

testo tratto dal sito assoamianto.it

 

Regione LIGURIA

Il Piano regionale dell’amiantoLinee operative

 Il “Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto di cui all’articolo 10 della legge 27 Marzo 1992 numero 257” è stato approvato dal Consiglio Regionale della Liguria in data 20 Dicembre 1996 con la deliberazione numero 105.

Con ulteriori provvedimenti sono state meglio individuate le scadenza temporali da rispettare ed i vincoli operativi che avrebbero dovuto essere messi concretamente in atto per assicurare la maggiore diffusione possibile dell’informazione, la semplificazione degli adempimenti (nel rispetto dei dettami delle norme in vigore), le procedure operative per la raccolta delle schede di autonotifica (da produrre per la costituzione di un archivio utilizzabile per la conoscenza del rischio al fine dell’orientamento delle azioni di tutela e protezione della salute delle persone fisiche e dell’ambiente e per la programmazione delle attività di controllo e bonifica).

E’ stato altresì, successivamente, individuato uno specifico Gruppo di Lavoro, composto dalle Strutture Regionali cointeressate alla gestione della materia e da rappresentanti delle Unità Sanitarie Locali e dell’ARPAL, con il compito di presiedere al governo del processo che riguarda il censimento (autonotifica) – previsto dal piano di protezione dall’amianto, gli esiti del medesimo nonchè le iniziative conseguenti volte alla tutela della salute della popolazione e dell’ambiente ligure. Il Piano, in definitiva, prevede un insieme di azioni che, oltre a completare la conoscenza del rischio amianto, vanno dalla formazione dei soggetti coinvolti dai rischi derivanti dall’esposizione alle fibre di amianto al controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro fino alle fasi di smaltimento finale dei rifiuti e di sorveglianza sanitaria ed epidemiologica dei soggetti esposti.

Le azioni previste riguardano:

  • la conoscenza del rischio (cosa significa e come svolgere il censimento per giungere all’individuazione delle situazioni a rischio);

  • la formazione dei soggetti coinvolti nei rischi per la esposizione alle fibre d’amianto (preparazione professionale su due livelli – operativo e gestionale – di tecnici USL);

  • il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro (procedure riguardanti la valutazione del rischio);

  • gli indirizzi in materia di smaltimento dei rifiuti (rilevazione della potenziale domanda e determinazione della relativa offerta articolata per Provincia e proiettata sul contingente attuale e sulla programmazione futura);

  • la sorveglianza sanitaria e quella epidemiologica (rivolta agli attuali ed agli ex lavoratori esposti; monitoraggio delle patologie).

Schede di autonotifica
Al fine di favorire la più ampia e concreta conoscenza possibile del rischio da parte della popolazione ligure, vengono realizzati il:

  • censimento delle imprese che utilizzano o hanno utilizzato amianto (imprese che hanno ancora all’interno o che hanno utilizzato in passato amianto o materiali contenenti amianto);

  • censimento degli edifici pubblici, dei locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva, dei blocchi di appartamenti con presenza di amianto o di manufatti contenenti amianto.

L’acquisizione delle conoscenze relative alle situazioni di cui sopra è elemento necessario ed indispensabile alla Regione Liguria per poter procedere alla programmazione delle successive azioni di intervento che intendono fornire indicazioni e supporto all’adozione delle giuste ed opportune misure di tutela della salute della popolazione.
Elemento utile allo scopo sono le schede relative all’Autonotifica (definito altrimenti “censimento”) che seguono questa premessa e che devono essere compilate in ogni parte relativamente a quanto presente. Con la compilazione delle schede ed il successivo recapito ai competenti uffici, ciascuno contribuirà al successo di una iniziativa utile all’impresa, al singolo ed alla collettività.
Le schede di autonotifica devono essere trasmesse a mezzo raccomandata o a mano, alla ASL territorialmente competente.

Informazioni specifiche per le imprese
Occorre avere presente che l’Impresa puó rientrare in una delle seguenti tipologie di utilizzo dei prodotti contenenti amianto:

  • utilizzo diretto – quando l’amianto, o i materiali, o i manufatti contenenti amianto sono, o sono stati, presenti tra le materie prime, i semilavorati utilizzati nel ciclo produttivo o in attrezzature o materiali (presidi antincendio, ferodi e frizioni di impianti, ecc.). In questo caso non si é prevista la compilazione delle schede di autonotifica; la caratterizzazione della situazione (materiali, diffusione, stato, esposizione dei lavoratori, ecc.) deve essere contenuta nei documenti di valutazione presenti in Azienda ai sensi degli artt. 24 del D.Lvo 277/91 o 4 del D.Lvo 626/94 o nella notifica annuale prevista all’art 9 L. 257/92;

  • utilizzo indiretto – quando l’amianto, o prodotti contenenti amianto, sono presenti nelle macchine, negli impianti o nelle strutture edilizie dell’azienda ed il contatto con tale materiale avviene, o é avvenuto, per la tipologia del lavoro svolto (manutenzione di macchinari, tubazioni, impianti o strutture edilizie, coibentazioni, ecc.) In questo caso devono essere compilate le Schede di Autonotifica di Edifici o Impianti a.1, a.2 e a.3, a seconda dei casi.

Ogni scheda deve essere riferita ad una singola unitá produttiva e compilata in ogni sua parte, ovviamente in relazione alla presenza di amianto.
La scheda deve sempre essere compilata per ogni edificio o impianto e inviata, come lettera raccomandata, alla USL territoriale di competenza, onde poterla considerare notificata a tutti gli effetti. Presso la USL potranno essere acquisite eventuali informazioni integrative e di maggiore esplicitazione sia per la corretta compilazione sia per l’acquisizione di eventuali specifiche.
La collaborazione di tutti é utile e preziosa per la riuscita dell’iniziativa.

 

Informazioni specifiche per gli edifici ed i blocchi di appartamenti
La normativa in vigore prevede l’obbligo, per i proprietari di immobili, di segnalare alle Unitá Sanitarie Locali competenti per territorio, la presenza di amianto negli edifici (articolo 12 comma 5 della legge 257/92).
Per la precisione la norma esplicita che il rilievo deve essere rivolto alla presenza di amianto friabile ma, la Regione Liguria, al fine di disporre di un dato piú complessivo sicuramente maggiormente utile per le finalitá esposte in precedenza, ha ritenuto opportuno rivolgere l’indagine alla presenza totale di amianto, o di manufatti contenenti amianto, negli edifici.
L’accertamento riguarda il materiale (a vista o facilmente accessibile) presente nei locali o negli spazi che si definiscono condominiali indipendentemente dal fatto che facciano parte o appartengano a servizi condominiali; pertanto anche tratti o componenti privati o individuali che siano comunque presenti in ambienti con accesso condominiale sono da dichiarare.
In particolare, in caso di accertamento di presenza di amianto che, per definizione, viene qualificato come friabile, l’invio della scheda – debitamente compilata – ha valore di notifica e consente di non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge (L. 257/92 art. 12 comma 5, sanzioni indicate all’art. 15 stessa Legge).
La scheda deve sempre essere compilata per ogni edificio o impianto e inviata, come lettera raccomandata, alla USL territoriale di competenza, onde poterla considerare notificata a tutti gli effetti. Presso la USL potranno essere acquisite eventuali informazioni integrative e di maggiore esplicitazione sia per la corretta compilazione sia per l’acquisizione di eventuali specifiche.

La collaborazione di tutti é utile e preziosa per la riuscita dell’iniziativa.