Normative amianto Lazio

Normative amianto Lazio

dal sito assoamianto

Delibera Giunta Regionale LAZIO 10 novembre 1998n. 5892
Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica al fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto.

(Pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 4 al Bollettino Ufficiale n. 16 del 10 giugno 1999)

L’emanazione di un piano regionale per la difesa dai pericoli derivanti dall’amianto è prevista dall’art. 10 della legge 257/92 sulla dismissione dell’amianto. Secondo l’intento del legislatore tali piani dovevano essere predisposti entro gennaio del 1993 e rappresentavano il principale strumento per monitorare la fuoriuscita dall’amianto ed individuare le situazioni di rischio in uno scenario in rapida evoluzione.

I ritardi nell’emanazione delle norme di indirizzo (uscite solo negli ultimi mesi del 1994) e quelli nell’assegnazione dei fondi finalizzati hanno fatto sì che i piani fossero attuati 5 anni dopo la dismissione dell’amianto, in una situazione profondamente mutata rispetto a quella originariamente prevista.

Tali cambiamenti possono essere così schematizzati:

tutte le attività di produzione di amianto sono definitivamente cessate nell’aprile 1994. Le industrie di produzione di manufatti di amianto si sono ormai riconvertite o hanno chiuso; quelle che installavano o utilizzavano tali manufatti impiegano prodotti sostitutivi. Di conseguenza, il censimento di queste imprese, che aveva in origine lo scopo di valutare progressi ed ostacoli nell’abbandono dell’amianto, ha oggi esclusivamente una valenza epidemiologica nei confronti dei lavoratori ex-esposti;

il massiccio impiego di amianto effettuato in passato ha determinato l’immissione nell’ambiente di numerosi manufatti e prodotti contenenti amianto, alcuni dei quali assai duraturi, quali treni, natanti, tram e metropolitane, edifici ed impianti industriali. Tali situazioni possono rappresentare un rischio per la salute attraverso due differenti modalità: da un lato le attività di modifica, riparazione e demolizione; dall’altro l’esposizione dovuta al normale impiego (presenza nell’edificio, impiego del mezzo di trasporto, ecc.). La prima modalità riguarda un gruppo limitato di popolazione costituito dai lavoratori addetti a tali interventi, ma può comportare livelli di rischio anche molto elevati; la seconda modalità può riguardare gruppi molto estesi di popolazione, ma rappresenta normalmente un rischio estremamente contenuto;

le attività di bonifica hanno avuto un progressivo ed importante incremento, con lo sviluppo di numerose nuove imprese. Si tratta indubbiamente delle attuali attività lavorative a maggior rischio, in particolare quando riguardano materiali contenenti amianto in matrice friabile. In questo ambito, tuttavia, molti servizi di prevenzione hanno sviluppato specifiche esperienze;

il problema dello smaltimento dei rifiuti costituisce ancora una questione non risolta sia dal punto di vista tecnico, sia da quello normativo. Attualmente il destino finale dei rifiuti di amianto rimane l’interramento in discarica, cosa che comporta un forte depauperamento di risorse naturali e gravi problemi di impatto ambientale. Tale situazione costituisce uno dei vincoli principali all’attuazione di programmi generalizzati di bonifica.

In base a quanto esposto, si ritiene che le situazioni da considerare prioritarie oggi siano:

aziende che esercitano attività di bonifica e di smaltimento;
imprese che esercitano attività di manutenzione e demolizione di treni, tram, metropolitane, natanti;
industrie chimiche, impianti di produzione di energia, siti industriali con importanti impianti coibentati con amianto;
edifici di uso collettivo con rivestimenti di amianto applicati a spruzzo;
imprese che producevano, fino al 1994, manufatti in amianto (riconvertite o dismesse).

Con particolare riguardo alla casistica indicata, le azioni che prioritariamente il piano deve intraprendere sono:

il censimento delle situazioni di pericolo;
la formazione degli operatori dei dipartimenti di prevenzione;
la dotazione strumentale dei dipartimenti di prevenzione; l’informazione dei cittadini;
l’informazione/formazione delle aziende che esercitano attività a contatto con amianto;
la formazione degli addetti delle ditte di bonifica per il rilascio dei titoli di abilitazione.

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