Normativa regionale Sicilia

Normativa regionale Sicilia

Il Piano regionale di protezione dall’amianto.

La Regione Siciliana ha avviato – con il Piano di protezione dall’amianto predisposto in attuazione dell’articolo 10 della Legge n° 257 del 27 marzo 1992 ed approvato con il D.P.Reg. 27 dicembre 1995 – una decisa campagna volta ad eliminare o ridurre al più basso livello possibile i rischi derivanti dalla esposizione all’amianto. Il piano si articola in una serie di iniziative e di azioni specifiche:

  • acquisizione della conoscenza complessiva del “rischio-amianto” (si otterrà effettuando il censimento di tutte le situazioni di possibile esposizione all’amianto);
  • formazione dei soggetti coinvolti;
  • controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro;
  • smaltimento dei rifiuti;
  • sorveglianza sanitaria ed epidemiologica dei soggetti esposti.

In particolare per pianificare ed organizzare tutte le azioni di bonifica e di controllo è necessario avere preliminarmente una conoscenza quanto più possibile completa delle situazioni di rischio. Come si vedrà di seguito saranno effettuati tre diversi tipi di censimento.

Partecipare è facile, e l’aiuto dei cittadini in questo caso è necessario e fondamentale: con i dati acquisiti grazie al censimento, infatti, la Regione potrà avere un quadro completo di tutte le situazioni a rischio, e di conseguenza potrà programmare le azioni successive miranti a fornire le indicazioni ed il supporto necessari per l’adozione delle opportune misure a tutela dei lavoratori e della popolazione.

Censimento dei siti interessati dall’estrazione dell’amianto

Le attività di estrazione sono state vietate con la legge 257/92. Poiché non esistono siti interessati da attività di estrazione di amianto le Aziende USL dovranno censire i siti estrattivi delle “pietre verdi”.

Censimento delle imprese che utilizzano o hanno utilizzato amianto nelle attività produttive, e delle imprese che operano nelle attività di smaltimento e bonifica

Per partecipare al censimento è sufficiente compilare una apposita scheda, elaborata in conformità allo schema-tipo previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994, che dovrà essere compilata e firmata dal rappresentante legale dell’impresa. La scheda può essere trovata, insieme ad un pieghevole che contiene tutte le informazioni relative, presso alcuni enti il cui elenco è riportato nella sezione utilità.

Si ricorda che le imprese che hanno amianto hanno comunque l’obbligo di inviare entro il 28 febbraio di ogni anno solare successivo all’anno di riferimento una relazione (lo schema-tipo è contenuto nella circolare n° 124976 del 17/02/93 del Ministero dell’Industria) alla Regione (Assessorato Regionale Territorio e Ambiente) ed alle Aziende U.S.L. territorialmente competenti. Troverai gli indirizzi completi delle aziende nella sezione utilità.

Una azienda può rientrare fra quelle interessate al censimento per due motivi:

  • direttamente, quando l’amianto, o i materiali contenenti amianto, sono (o sono stati) utilizzati nel ciclo produttivo (ad esempio produzione di manufatti, impasti vari, mastici, vernici, riparazione o sostituzione di pezzi di ricambio);
  • indirettamente, quando l’amianto è (o è stato) presente nelle macchine, impianti o strutture edilizie dell’azienda, ed il contatto con tale materiale avviene (o avveniva) a causa del tipo di lavoro svolto: manutenzione di macchine e automezzi, tubazioni, impianti o strutture edilizie, coibentazioni, ecc.

E’ evidente che rientrano nel censimento le imprese che operano nelle attività di smaltimento e bonifica dell’amianto. I soggetti più interessati, ma non gli unici, sono evidentemente alcune tipologie di aziende che esercitano o hanno esercitato alcune specifiche attività.

Censimento degli edifici nei quali sono presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile

Il censimento ha carattere obbligatorio e vincolante per:

  • edifici pubblici;
  • locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva;
  • blocchi di appartamenti (condomini).

La responsabilità della trasmissione dei dati necessari ricade sul proprietario dell’immobile, salvo che per i condomini per i quali la responsabilità è invece dell’amministratore. L’inadempienza a questo obbligo comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa.