Normative regionali Veneto

Normative regionali Veneto

dal sito della regione Veneto

Con la legge 27 marzo 1992, n. 257 è stata vietata, su tutto il territorio nazionale, la produzione, il commercio, l’estrazione e l’importazione di amianto e dei prodotti che lo contengono.

Adempimenti:

  • per i proprietari di edifici e/o amministratori di condominioobbligo di censimento della presenza di amianto libero o in matrice friabile negli edifici pubblici, nei locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e nei blocchi di appartamenti (il censimento nelle singole unità abitative private è indicato dal DPR 8/8/94 come facoltativo).
  • per le imprese di smaltimento e/o bonifica:
    • obbligo di conseguimento degli attestati di abilitazione per gli operatori (art. 10 L. 257/92 e art. 10 DPR 8.8.1994) e di iscrizione all’Albo Nazionale dei Gestori dei rifiuti per le imprese (art. 30 comma 8 del D.Lgs 22/97, in riferimento al D.M. del 5 febbraio 2004). L’Albo è tenuto presso le Camere di Commercio.
    • presentazione al Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli ambienti di lavoro dell’AULSS territorialmente competente del “piano di lavoro” o della “notifica” prima della realizzazione degli interventi di bonifica (art. 250 e 256 D.Lgs. 81/08. Con DGR n. 265 del 15.03.2011 la Giunta Regionale ha approvato le “Linee interpretative regionali per la sorveglianza sulle attività lavorative con esposizione all’amianto”. Il documento, superando le precedenti indicazioni regionali in applicazione di quanto stabilito dal titolo IX capo III del D.Lgs. 81/08, prevede forme semplificate di comunicazione all’organo di vigilanza, anche tenendo conto dei casi di urgenza e delle ipotesi di esposizioni sporadiche a debole intensità (ESEDI);
    • invio di una relazione sull’attività di bonifica realizzata, alla Regione ed allo SPISAL dell’AULSS territorialmente competente, entro il 28 febbraio di ogni anno successivo all’anno di attività, secondo lo schema delineato dall’art. 9, commi 1 e 3, della legge 27 marzo 1992, n. 257.

Atti e documenti

  • Legge n° 257 del 27 marzo 1992: “Norme relativealla cessazione dell’impiego di aminato” [pdf 150KB]
  • D.P.R. n° 8 dell’8 agosto 1994: “Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto.” [pdf 161KB]
  • Circolare Ministeriale: Orientamenti pratici per la determinazione delle esposizioni sporadiche e di debole intensità (ESEDI) all’amianto nell’ambito delle attività previste dall’art. 249 comma 2 del D.LGS.9 aprile 2008, n. 81 come modificato e integrato dal D.Lgs. 3 agosto 2009, n. 106 [pdf 2,4MB]
  • DGR n°265 del 15 marzo 2011: Sorveglianza sulle attività lavorative con esposizione all’amianto (titolo IX capo III del D.Lgs. 81/08). Approvazione linee interpretative regionali.
  • Relazione attività bonifica amianto. Anno  2012. (art.9 Dlgs 257/92)

Approfondimenti e reportistica

Normative regionali Trentino Alto Adige

Normative regionali Trentino Alto Adige

tratto da assomianto

Delibera Giunta Provinciale TRENTO 20 novembre 1998n. 12801
Approvazione del “Piano provinciale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione,di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”
(Bollettino Ufficiale Regione 12 gennaio 1999, n. 3)

LA GIUNTA PROVINCIALE

(Omissis)
Delibera:
1) di approvare, in conformità a quanto previsto in premessa, il “Piano provinciale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”, nel testo allegato alla presente deliberazione della quale costituisce parte integrante e sostanziale;
2) di impegnare l’Azienda provinciale per i Servizi sanitari, l’Agenzia provinciale per la protezione dell’ambiente e le altre strutture della provincia autonoma di Trento citate nel presente Piano a dare esecuzione allo stesso, secondo le direttive, le priorità e le linee di intervento in esso indicate;
3) di disporre la pubblicazione della presente deliberazione nel Bollettino Ufficiale della regione Trentino-Alto Adige.
Piano provinciale amianto
(Legge n. 257/1992 – D.P.R. 8 agosto 1994)
“Piano provinciale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”
Il “Piano provinciale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto” si configura come lo strumento con il quale la provincia autonoma di Trento contribuisce a mettere a regime quanto di sua competenza in materia di rischi sanitari ed ambientali collegati all’amianto, nel rispetto delle norme di cui all’art. 10 della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”.
Il Piano provinciale amianto si articola, ai sensi del D.P.R. 8 agosto 1994, recante “Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”, di cui all’art. 10 della succitata legge n. 257/1992, nei punti seguenti:
1) censimento e realizzazione dell’archivio delle situazioni a rischio amianto;
2) sorveglianza e controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro;
3) classificazione dei rifiuti contenenti amianto ed indicazioni per l’individuazione degli impianti di smaltimento;
4) formazione e specializzazione del personale;
5) strumentazione necessaria per le analisi dell’amianto.
1) Censimento delle situazioni a rischio amianto
e realizzazione dell’archivio di gestione
1.1. Il censimento
La finalità del censimento è quella di acquisire i dati necessari su cui basare i piani di protezione e di risanamento di cui all’art. 10 della legge n. 257/1992. In particolare su tali dati verranno pianificati gli interventi delle strutture territoriali di controllo sulle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro. Sulla base dei criteri indicati negli articoli contenuti nel D.P.R. 8 agosto 1994 ed in particolare su quanto disposto dall’art. 8 del citato D.P.R., si darà priorità nell’immediato al censimento di imprese e strutture in cui si presume che il rischio amianto abbia maggiore rilevanza in termini di diffusione tra i lavoratori esposti e la popolazione.

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Normative regionali Piemonte

 Normative regionali Piemonte

Informazioni dal sito http://www.arpa.piemonte.it

Normativa Regionale

Normative regionali Lombardia

Normative regionali Lombardia

Il Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL), elaborato a seguito dell’art. 3 della l.r. n. 17 del 29 settembre 2003, è stato approvato con D.G.R. VIII/1526 del 22.12.05 e pubblicato sul BURL n. 3 – 2° supplemento straordinario del 17 gennaio 2006.

Il PRAL si è posto una serie di obiettivi tra cui il completamento del censimento dei siti con presenza di amianto e la rimozione dell’amianto dal territorio regionale.

Le azioni per il raggiungimento degli obiettivi sono monitorati dal Nucleo Amianto e sono stati condivisi durante la Conferenza Regionale Amianto tenutasi lo scorso 26.11.08, promossa dalla Direzione Generale Sanità, con la partecipazione delle Direzioni Generali Qualità dell’Ambiente, Reti e Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile e ARPA Lombardia.

In attuazione della dgr IX/3913 del 6/8/2012 “Attività inerenti la messa a sistema delle fonti d’informazione sulla presenza di amianto in Lombardia finalizzata al monitoraggio della relativa bonifica”, in coerenza con la logica che persegue la semplificazione amministrativa e la limitazione delle attività inefficienti e inefficaci, la Direzione Generale Salute ha progettato e realizzato il servizio telematico per la trasmissione di comunicazioni, piani e relazioni relativi al tema amianto.

L’applicativo denominato Ge.M.A., acronimo di Gestione Manufatti in Amianto, consente al datore di lavoro delle imprese esercenti attività di bonifica amianto (iscritte all’ Albo Nazionale Gestori Ambientali categoria 10A e 10B) di rendere immediatamente fruibile notifiche e piani per i lavori di bonifica, artt. 250 e 256 DLgs 81/08, all’organo di vigilanza territorialmente competente.

L’invio telematico di questi documenti  alimenta, peraltro, senza soluzioni di continuità, la composizione informatica della relazione annuale prevista dall’art. 9 L. 257/92 per un facile assolvimento dell’obbligo di trasmissione posto a suo carico.

Per l’ASL, Ge.M.A. costituisce opportunità per un’efficiente programmazione dei controlli, anche ove l’intervento di bonifica rivesta carattere d’urgenza; permette l’implementazione del Sistema Regionale della Prevenzione ed, in particolare dei dati anagrafici  degli  addetti,  del  carattere e  della  durata  delle loro attività  e  delle  esposizioni  all’amianto  alle  quali  sono  stati sottoposti.

La trasmissione della notifica e del piano per i lavori e delle relazioni annuali è disposta con d.d.g. n.1785 del 04.03.2014.
Conclusa nell’anno 2013 la fase sperimentale con alcune imprese volontarie – grazie alla collaborazione prestata da ANCE, Confindustria e CNA – e con l’ASL di Mantova, in Regione Lombardia l’utilizzo della modalità di invio informatizzata è obbligatorio:

  • per le notifiche art. 250 DLgs 81/08 e i piani di lavoro art. 256 DLgs 81/08 a partire dal 1 aprile 2014;
  • per  la relazione annuale ex art. 9 L. 257/92, relativa alle attività realizzate nell’anno 2014, a partire dal 28 febbraio 2015.

Il sito è accessibile all’indirizzo web: www.previmpresa.servizirl.it/gema/

All’indirizzo sopra indicato è scaricabile il manuale utente.

Le imprese per l’utilizzo di Ge.M.A. devono:

  • essere dotate di Carta CRS (Carta Regionale dei Servizi) o Carta CNS (Carta Nazionale dei Servizi) con relativo PIN, rilasciato dall’ASL di competenza (uffici Scelta e Revoca) o nelle Sedi spazioRegione della propria provincia;
  • disporre di un lettore di Smart Card che, se del caso, può essere richiesto alle ASL (i riferimenti si trovano nella homepage: www.previmpresa.servizirl.it/cantieri/);
  • installare il Software CRS  necessario per il corretto uso della carta (vedi istruzioni  riportate sul sito istituzionale: http://www.crs.regione.lombardia.it ).

A seguire l’elenco delle maggiori normative/documentazioni prodotte dalla regione LOMBARDIA (tratto dal sito www.sanita.regione.lombardia.it)

Decreto n.1785 del 4/3/2014 – Trasmissione informatizzata della notifica e del piano per i lavori di bonifica dei manufatti contenenti amianto (art. 250 e 256 D.lgs 81/08) e delle relazioni annuali (art. 9 L. 257/92).

Delibera IX/3913 del 6/8/2012 – Attività inerenti la messa a sistema delle fonti d’informazione sulla presenza di amianto in Lombardia finalizzata al monitoraggio della relativa bonifica.

Relazione Piano Regionale Amianto Lombardia – Anno 2012.

Relazione Piano Regionale Amianto Lombardia (PRAL) Anno 2011.

Relazione al Consiglio PRAL 2009-2010.

Delibera IX/4777 del 30/01/2013 – Definizione dei criteri per l’applicazione delle sanzioni di cui all’art. 8 bis comma 1 della legge regionale 29 settembre 2003 n.17.

Nota n. H1.2009.0032289 del 10.9.2009: “Trasmissione Relazione Piano Regionale Amianto Lombardia Anno 2008”.

Decreto n. 13237 del 18/11/2008: ”Approvazione del ‘Protocollo per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento amianto’ e contestuale abrogazione dell’algoritmo per la valutazione delle coperture esterne in cemento amianto”.

Delibera VIII/7250 del 08/05/2008: ”Presa d’atto della comunicazione degli Assessori Bresciani, Buscemi e Pagnoncelli avente ad oggetto: “Piano Regionale Amianto Lombardia – Relazione anno 2007”.

Delibera VII/6777 del 12/03/2008: ”Determinazioni in merito alla prevenzione sanitaria dal rischio di esposizione a fibre d’amianto e aggiornamento delle «Linee guida per la gestione del rischio amianto» di cui alla d.g.r. n. 36262/1998″

decreto n. 4972 del 16/05/2007: ”istituzione del registro dei lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto e adozione del protocollo operativo per la loro sorveglianza sanitaria, presso le asl, previsti dalla d.g.r. viii/1526 del 22 dicembre 2005”

Delibera VIII/4597 del 18/04/2007: ”Presa d’atto della comunicazione dell’Assessore Bresciani di concerto con l’Assessore Buscerni e l’Assessore Pagnoncelli avente ad oggetto: “Piano Regionale Amianto (PRAL) – Relazione anno 2006”

Delibera VIII/1526 del 22/12/2005: ”Approvazione del «Piano Regionale Amianto Lombardia» (PRAL) di cui alla legge regionale 29 settembre 2003 n. 17″

Legge N. 17 del 29/09/2003: ”Norme per il risanamento dell’ambiente, bonifica e smaltimento dell’amianto”

Registro Mesoteliomi Lombardia – Tredicesimo Rapporto – Attività 2013

Registro Mesoteliomi Lombardia – Dodicesimo Rapporto – Attività 2012

Registro Mesoteliomi Lombardia – Undicesimo Rapporto – Attività 2011

Registro Mesoteliomi Lombardia – Decimo Rapporto – Attività 2010

Registro Mesoteliomi Lombardia – Nono Rapporto – Attività 2009

Registro Mesoteliomi Lombardia – Ottavo Rapporto – Attività 2008

Normative regionali Liguria

Normative regionali Liguria

testo tratto dal sito assoamianto.it

 

Regione LIGURIA

Il Piano regionale dell’amiantoLinee operative

 Il “Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto di cui all’articolo 10 della legge 27 Marzo 1992 numero 257” è stato approvato dal Consiglio Regionale della Liguria in data 20 Dicembre 1996 con la deliberazione numero 105.

Con ulteriori provvedimenti sono state meglio individuate le scadenza temporali da rispettare ed i vincoli operativi che avrebbero dovuto essere messi concretamente in atto per assicurare la maggiore diffusione possibile dell’informazione, la semplificazione degli adempimenti (nel rispetto dei dettami delle norme in vigore), le procedure operative per la raccolta delle schede di autonotifica (da produrre per la costituzione di un archivio utilizzabile per la conoscenza del rischio al fine dell’orientamento delle azioni di tutela e protezione della salute delle persone fisiche e dell’ambiente e per la programmazione delle attività di controllo e bonifica).

E’ stato altresì, successivamente, individuato uno specifico Gruppo di Lavoro, composto dalle Strutture Regionali cointeressate alla gestione della materia e da rappresentanti delle Unità Sanitarie Locali e dell’ARPAL, con il compito di presiedere al governo del processo che riguarda il censimento (autonotifica) – previsto dal piano di protezione dall’amianto, gli esiti del medesimo nonchè le iniziative conseguenti volte alla tutela della salute della popolazione e dell’ambiente ligure. Il Piano, in definitiva, prevede un insieme di azioni che, oltre a completare la conoscenza del rischio amianto, vanno dalla formazione dei soggetti coinvolti dai rischi derivanti dall’esposizione alle fibre di amianto al controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro fino alle fasi di smaltimento finale dei rifiuti e di sorveglianza sanitaria ed epidemiologica dei soggetti esposti.

Le azioni previste riguardano:

  • la conoscenza del rischio (cosa significa e come svolgere il censimento per giungere all’individuazione delle situazioni a rischio);

  • la formazione dei soggetti coinvolti nei rischi per la esposizione alle fibre d’amianto (preparazione professionale su due livelli – operativo e gestionale – di tecnici USL);

  • il controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro (procedure riguardanti la valutazione del rischio);

  • gli indirizzi in materia di smaltimento dei rifiuti (rilevazione della potenziale domanda e determinazione della relativa offerta articolata per Provincia e proiettata sul contingente attuale e sulla programmazione futura);

  • la sorveglianza sanitaria e quella epidemiologica (rivolta agli attuali ed agli ex lavoratori esposti; monitoraggio delle patologie).

Schede di autonotifica
Al fine di favorire la più ampia e concreta conoscenza possibile del rischio da parte della popolazione ligure, vengono realizzati il:

  • censimento delle imprese che utilizzano o hanno utilizzato amianto (imprese che hanno ancora all’interno o che hanno utilizzato in passato amianto o materiali contenenti amianto);

  • censimento degli edifici pubblici, dei locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva, dei blocchi di appartamenti con presenza di amianto o di manufatti contenenti amianto.

L’acquisizione delle conoscenze relative alle situazioni di cui sopra è elemento necessario ed indispensabile alla Regione Liguria per poter procedere alla programmazione delle successive azioni di intervento che intendono fornire indicazioni e supporto all’adozione delle giuste ed opportune misure di tutela della salute della popolazione.
Elemento utile allo scopo sono le schede relative all’Autonotifica (definito altrimenti “censimento”) che seguono questa premessa e che devono essere compilate in ogni parte relativamente a quanto presente. Con la compilazione delle schede ed il successivo recapito ai competenti uffici, ciascuno contribuirà al successo di una iniziativa utile all’impresa, al singolo ed alla collettività.
Le schede di autonotifica devono essere trasmesse a mezzo raccomandata o a mano, alla ASL territorialmente competente.

Informazioni specifiche per le imprese
Occorre avere presente che l’Impresa puó rientrare in una delle seguenti tipologie di utilizzo dei prodotti contenenti amianto:

  • utilizzo diretto – quando l’amianto, o i materiali, o i manufatti contenenti amianto sono, o sono stati, presenti tra le materie prime, i semilavorati utilizzati nel ciclo produttivo o in attrezzature o materiali (presidi antincendio, ferodi e frizioni di impianti, ecc.). In questo caso non si é prevista la compilazione delle schede di autonotifica; la caratterizzazione della situazione (materiali, diffusione, stato, esposizione dei lavoratori, ecc.) deve essere contenuta nei documenti di valutazione presenti in Azienda ai sensi degli artt. 24 del D.Lvo 277/91 o 4 del D.Lvo 626/94 o nella notifica annuale prevista all’art 9 L. 257/92;

  • utilizzo indiretto – quando l’amianto, o prodotti contenenti amianto, sono presenti nelle macchine, negli impianti o nelle strutture edilizie dell’azienda ed il contatto con tale materiale avviene, o é avvenuto, per la tipologia del lavoro svolto (manutenzione di macchinari, tubazioni, impianti o strutture edilizie, coibentazioni, ecc.) In questo caso devono essere compilate le Schede di Autonotifica di Edifici o Impianti a.1, a.2 e a.3, a seconda dei casi.

Ogni scheda deve essere riferita ad una singola unitá produttiva e compilata in ogni sua parte, ovviamente in relazione alla presenza di amianto.
La scheda deve sempre essere compilata per ogni edificio o impianto e inviata, come lettera raccomandata, alla USL territoriale di competenza, onde poterla considerare notificata a tutti gli effetti. Presso la USL potranno essere acquisite eventuali informazioni integrative e di maggiore esplicitazione sia per la corretta compilazione sia per l’acquisizione di eventuali specifiche.
La collaborazione di tutti é utile e preziosa per la riuscita dell’iniziativa.

 

Informazioni specifiche per gli edifici ed i blocchi di appartamenti
La normativa in vigore prevede l’obbligo, per i proprietari di immobili, di segnalare alle Unitá Sanitarie Locali competenti per territorio, la presenza di amianto negli edifici (articolo 12 comma 5 della legge 257/92).
Per la precisione la norma esplicita che il rilievo deve essere rivolto alla presenza di amianto friabile ma, la Regione Liguria, al fine di disporre di un dato piú complessivo sicuramente maggiormente utile per le finalitá esposte in precedenza, ha ritenuto opportuno rivolgere l’indagine alla presenza totale di amianto, o di manufatti contenenti amianto, negli edifici.
L’accertamento riguarda il materiale (a vista o facilmente accessibile) presente nei locali o negli spazi che si definiscono condominiali indipendentemente dal fatto che facciano parte o appartengano a servizi condominiali; pertanto anche tratti o componenti privati o individuali che siano comunque presenti in ambienti con accesso condominiale sono da dichiarare.
In particolare, in caso di accertamento di presenza di amianto che, per definizione, viene qualificato come friabile, l’invio della scheda – debitamente compilata – ha valore di notifica e consente di non incorrere nelle sanzioni previste dalla legge (L. 257/92 art. 12 comma 5, sanzioni indicate all’art. 15 stessa Legge).
La scheda deve sempre essere compilata per ogni edificio o impianto e inviata, come lettera raccomandata, alla USL territoriale di competenza, onde poterla considerare notificata a tutti gli effetti. Presso la USL potranno essere acquisite eventuali informazioni integrative e di maggiore esplicitazione sia per la corretta compilazione sia per l’acquisizione di eventuali specifiche.

La collaborazione di tutti é utile e preziosa per la riuscita dell’iniziativa.

Normative regionali Emilia Romagna

Normative regionali Emilia Romagna

tratto dal sito regionale: http://www.saluter.it/servizi/prevenzione/amianto

La Regione dal 1996 porta avanti il “Piano regionale di protezione dall’amianto” (delibera di Giunta 497/1996) che ha previsto una serie di azioni per acquisire informazioni sulla presenza di amianto negli edifici pubblici e privati e negli stabilimenti produttivi dell’intero territorio dell’Emilia-Romagna. La raccolta di queste informazioni è indispensabile per programmare correttamente le attività di controllo e sorveglianza da parte delle Aziende Usl e per definire le priorità degli interventi di rimozione dell’amianto o di messa in sicurezza.

Sono state inoltre emanate specifiche indicazioni, elaborate nel 2002 da un gruppo di lavoro regionale, “per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto e per la valutazione del rischio”, uno strumento a disposizione in particolare dei proprietari di immobili sulle procedure da adottare per valutare lo stato di conservazione delle coperture costituite da lastre in cemento-amianto.

La presenza di materiali contenenti amianto in un edificio non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti. Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso, è estremamente improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto.

Mappatura degli edifici con presenza di amianto – aggiornamento sul sito dell’Arpa

La Regione Emilia-Romagna, con delibera di Giunta 1302/2004, ha realizzato la mappatura dei luoghi con amianto. Tale mappatura comprende, in particolare, edifici pubblici e privati aperti al pubblico.

L’elenco dei siti oggetto di intervento (programma di manutenzione e controllo; rimozione; incapsulamento; confinamento) è consultabile, costantemente aggiornato, nel sito dell’Arpa Emilia-Romagna.

La sezione dell’Arpa dedicata all’amianto contiene inoltre informazioni e approfondimenti su questo tema, con indicazioni su cosa fare e a chi rivolgersi in presenza di amianto.

Registro regionale mesolteliomi presso l’Azienda Usl di Reggio Emilia

Presso il Dipartimento di sanità pubblica dell’Azienda Usl di Reggio Emilia è stato istituito il Registro regionale mesoteliomi, che raccoglie ed elabora dati su questo tipo di tumori in Emilia-Romagna:

L’amianto friabile e l’amianto compatto

L’amianto o asbesto in greco, è un minerale naturale a struttura fibrosa, resistente al fuoco e al calore, facilmente filabile, dotato di proprietà fonoassorbenti e termoisolanti. E’ stato considerato per molti anni un materiale estremamente versatile a basso costo, con estese e svariate applicazioni industriali ed edilizie.

La pericolosità dell’amianto è dovuta alla sua capacità di rilasciare fibre estremamente fini che possono essere inalate  dall’uomo. Le fibre possono essere libere o debolmente legate, per cui si parla di amianto friabile, oppure possono essere fortemente legate in una matrice stabile e compatta (come il cemento-amianto o il vinil-amianto) e in questo caso si parla di amianto compatto.

L’amianto friabile che si può ridurre in poIvere con la semplice azione manuale è considerato più pericoloso dell’amianto compatto che per sua natura ha una scarsa capacità di rilascio di fibre.

Normative regionali Friuli venezia Giulia

Normative regionali Friuli venezia Giulia

dal sito http://www.regione.fvg.it

amianto.

Piano regionale per la difesa dai pericoli derivanti dall’amianto e attività di rimozione

L’amianto ha cessato di essere commercializzato nel 1992. Il suo utilizzo è stato notevole in tutti i settori produttivi e negli edifici pubblici e privati.

Nell’ottica della rimozione va ricordata la sua pericolosità per la salute umana. Va tuttavia evidenziato che il cemento amianto (eternit), se non alterato, rappresenta certamente un fattore minore di rischio.

La Regione, con la predisposizione e l’approvazione del Piano di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto ha provveduto a censire la presenza di amianto nelle scuole, negli ospedali, negli edifici pubblici, nei locali aperti al pubblico e nelle aziende.

Sono state localizzate tramite georeferenziazione le pensiline delle stazioni ferroviarie, i capannoni o le strutture similari, di tipo industriale, artigianale o agricolo con componenti in cemento amianto.

Sono stati inoltre mappati gli impianti industriali ed artigianali con presenza di amianto.

Normative europee amianto

Normative bonifica amianto Basilicata

Normative bonifica amianto Basilicata

Incentivi regionali per interventi di bonifica da amianto approvati nell’anno 1999

La Regione Basilicata concede contributi a soggetti pubblici e privati che intendano avviare interventi di bonifica da amianto su siti e beni di loro proprietà, garantendo così la tutela della salute pubblica e dell’ambiente. Il ddl, adottato dalla Giunta, sarà trasmesso al Consiglio per il seguito di competenza e l’avallo definitivo.

L’entità dei contributi è di tre miliardi di lire, somma che va ad aggiungersi ai fondi POP 94/99 Misura Ambiente. I criteri per la loro determinazione saranno specificati con apposito regolamento che la Giunta provvederà ad adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge. I soggetti pubblici e privati interessati dovranno trasmettere al Servizio Igiene e Sanità Pubblica dell’Azienda USL competente entro 60 giorni dall’adozione del provvedimento i beni o i siti da sottoporre a bonifica. Sarà l’apposita Commissione istituita con provvedimento di Giunta a valutare le richieste di contributo. Esaminerà, inoltre, quanto trasmesso dalle Aziende sanitarie per la predisposizione della graduatoria. Il contributo verrà concesso in due tranche: la prima, pari al 60%, ad inizio dei lavori e la seconda, il restante 40%, dopo la presentazione da parte del soggetto beneficiario della documentazione delle spese sostenute.

(M.B. 1 settembre)

 INCENTIVI A SOSTEGNO DEGLI INTERVENTI DI BONIFICA DA AMIANTO

La II Commissione, nella seduta del 23 ottobre, si occuperà del provvedimento relativo agli “Incentivi economici a sostegno di interventi di bonifica da Amianto” Si tratta, nello specifico, della concessione di contributi a favore di soggetti, pubblici o privati, che intendono effettuare interventi di bonifica su strutture di loro proprietà.

Si intende, in modo particolare, risanare edifici adibiti a scuole, prefabbricati installati a seguito del terremoto del 1980 e siti produttivi sia funzionanti che dismessi. E’ essenziale il compito affidato al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica dell’azienda ASL competente per territorio che deve , in primo luogo, procedere alla valutazione del rischio ambientale e poi trasmettere alla Regione le risultanze con la documentazione ralativa alla richiesta dei soggetti che intendono effettuare gli interventi. Il tutto sarà poi sottoposto al vaglio di una Commissione Regionale appositamente costituita che valuti la congruità tecnico-economica e stabilisca le priorità degli interventi di bonifica.

L’entità del contributo verrà fissato con apposito provvedimento di G.R., unitamente ai criteri per la sua determinazione.

Con questo disegno di legge la Regione intende autorizzare per il 1998 di spesa di 3 miliardi rivenienti dai fondi aggiuntivi POP Ambiente 94/99.

(E.L. 22 Ottobre 1998 D.G.R. n.2453)

I PROVVEDIMENTI APPROVATI DALLA GIUNTA REGIONALE DI BASILICATA

Bonifica da amianto, pronti 5 miliardi di lire; per ogni singolo intervento finanziamenti sino ad un massimo di 250 milioni

Su proposta dell’Assessore alla Sicurezza Sociale e alle Politiche Ambientali, Bubbico, la Giunta regionale ha approvato il disegno di legge per la concessione di finanziamenti regionali a sostegno degli interventi di bonifica da amianto. Lo ha reso noto l’Ufficio Stampa della Giunta.

Il contributo, prevede il ddl, non potrà superare, per il singolo intervento, i 250 milioni di lire. La copertura finanziaria per l’intero provvedimento ammonta a 5 miliardi di lire.

Colangelo, Assessore alla Programmazione Economica e Finanziaria ha, invece, proposto l’adozione di provvedimenti di variazione al bilancio di previsione 1999. I provvedimenti servirebbero, tra l’altro, alla realizzazione di programmi di intervento di difesa del suolo.

Una serie di iniziative per interventi urgenti nei Comuni di Lagonegro, Pescopagano, Ferrandina, Lauria e Rivello sono stati approvati dalla massima assise regionale su proposta di Blasi, Assessore all’Assetto del Territorio.

Chiurazzi ha invece proposto l’approvazione, subito avvenuta da parte della Giunta regionale, della ripartizione dei contributi per la promozione, sviluppo e qualificazione dell’impresa cooperativa e per l’aumento del capitale sociale. La somma stanziata in bilancio sarà ripartita in diversi modi. Novecento milioni per l’aumento di capitale sociale ed acquisto di quote di capitale di rischio, 400 milioni per la promozione, sviluppo e qualificazione dell’impresa cooperativa. Gli importi da erogare saranno pari ad una volta l’aumento del capitale per le cooperative che dispongono di un capitale sociale non superiore ai 20 milioni e a due volte per quelle con capitale sociale inferiore ai 20 milioni di lire. E sempre Chiurazzi ha proposto una proroga di cinque mesi dei termini per l’inizio e l’ultimazione dei lavori relativi al ripristino dell’agibilità di impianti sportivi pubblici e privati. Proposta che sarà sottoposta al vaglio del Consiglio regionale. Approvato, inoltre, il ddl in materia di consorzi di sviluppo industriale. La Giunta, poi, e sempre su proposta di Chiurazzi, ha approvato il Piano energetico regionale, il bando di concorso per 10 borse di studio per il progetto valorizzazione e recupero dei centri urbani e architettonici con risorse integrate per lo sviluppo turistico.

Infine, su proposta di Altobello, Assessore alla Cultura, la Giunta ha approvato il riparto dei contributi a favore dei comuni di origine albanese per attività di promozione e tutela della cultura arbereshe. A Barile andranno 26 milioni e mezzo, a Ginestra poco più di 24, a Maschito quasi 14 e mezzo, a San Costantino Albanese poco più di 20 e a San Paolo Albanese 28 milioni e 160.OOO.

(M.B. 9 aprile 1999)

GLI ALTRI PROVVEDIMENTI APPROVATI DAL CONSIGLIO REGIONALE

L’assemblea regionale ha approvato all’unanimità anche la legge che prevede la concessione di finanziamenti per la realizzazione di interventi di bonifica da amianto.

Il finanziamento concesso per ogni singolo intervento non potrà superare i 250 milioni di lire. Gli interessati hanno 60 giorni di tempo dal momento dell’entrata in vigore della legge per presentare la richiesta.

Il Consiglio regionale ha poi recepito una decisione della Commissione Europea che riguarda una sovvenzione globale per la realizzazione di misure di incentivazione alle piccole e medie imprese operanti in Basilicata ed ha esaminato una serie di provvedimenti sulle manovre di bilancio. E’ stato approvato a maggioranza, la legge di assestamento del bilancio della Regione per il 1999. La legge di assestamento prevede una manovra finanziaria di 16,9 miliardi di lire. Approvato, sempre a maggioranza, contrario il Polo, il rendiconto generale della Regione Basilicata per l’esercizio finanziario del 1998. Approvato all’unanimità il bilancio di previsione 1999.

 (N.A, 5 agosto 1999)

Normative bonifica amianto Abruzzo

Normative bonifica amianto Abruzzo

Legge Regionale ABRUZZO 4 agosto 2009, n. 11

Norme per la protezione dell’ambiente, decontaminazione, smaltimento e bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto. (BURA N. 44 DEL 26/08/2009)

Art. 1

Finalità ed obiettivi

1. La Regione Abruzzo adotta gli strumenti necessari per la tutela ed il risanamento dell’ambiente e per la tutela della salute e dispone in ordine alla bonifica ed allo smaltimento dell’amianto in attuazione della legge 27 marzo 1992, n. 257 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto) ed in osservanza del D.P.R. 8.08.1994 (Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni ed alle province autonome di Trento e di Bolzano per l’adozione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto).

2. Gli obiettivi della presente legge sono:

a) la salvaguardia e la tutela della salute nei luoghi di vita e di lavoro dalla possibile esposizione a fibre aerodisperse di amianto;

b) la gestione e bonifica di siti, impianti, edifici, mezzi di trasporto e manufatti in cui sia stata rilevata la presenza di amianto o materiali contenenti amianto;

c) la promozione di attività finalizzate alla tutela dei rischi per la salute e per l’ambiente dall’amianto e la collaborazione con enti pubblici per la ricerca e la sperimentazione nel settore;

d) la promozione di iniziative di educazione, formazione ed informazione, finalizzate ad accrescere la conoscenza sui rischi derivanti dalla presenza di amianto o materiali contenenti amianto ed alla sua corretta gestione.

3. La Giunta Regionale, tramite i servizi regionali competenti, coordina tutti gli interventi per il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 2, con la partecipazione degli enti locali e dei soggetti coinvolti.

Art. 2

Piano regionale di protezione dell’ambiente, decontaminazione, smaltimento e bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto

1. La Giunta Regionale, ai sensi dell’art. 10 della legge n. 257/1992, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, con propria deliberazione, su proposta dell’Assessore all’Ambiente di concerto con l’Assessore alla Sanità, previo parere congiunto della 4^ Commissione e 5^ Commissione, sentita la Conferenza permanente Regione – Autonomie locali, istituita con legge regionale 12 agosto 1998, n. 72 (Organizzazione dell’esercizio delle funzioni amministrative a livello locale), approva il “Piano regionale di protezione dell’ambiente, decontaminazione, smaltimento e bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto”, denominato in seguito PRA.

2. Il PRA è soggetto alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), di cui alla direttiva 2001/42/CE; la Giunta Regionale, con propria deliberazione, definisce le procedure ai fini della Valutazione Ambientale Strategica del PRA, ai sensi del D.Lgs. 3.04.2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e s.m.i. – Parte II.

3. Per la redazione del PRA, le Direzioni regionali Ambiente e Sanità, si avvalgono di un Comitato tecnico-scientifico interdisciplinare la cui composizione e le finalità sono fissati con atto della Giunta regionale su proposta dei Servizi competenti dell’Assessorato all’Ambiente ed alla Sanità.

4. Il PRA è aggiornato con deliberazione della Giunta regionale, a seguito di modifiche che dovessero intervenire nella legislazione o come conseguenza delle conoscenze acquisite durante l’attuazione dello stesso; per la revisione si applicano le procedure previste per l’approvazione.

5. Il PRA è pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo (BURA) e si armonizza, ai sensi dell’art. 10, comma 3 della legge n. 257/1992, con il Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti di cui alla L.R. 19.12.2007, n. 45 (Norme per la gestione integrata dei rifiuti)” e s.m.i.; le disposizioni contenute nel PRA hanno carattere vincolante per tutti i soggetti pubblici e privati interessati al fattore di rischio derivante dall’amianto.

Art. 3

Campo di applicazione e contenuti del PRA

1. Il PRA prevede disposizioni per:

a) strutture edilizie ad uso civile, commerciale, artigianale, agricolo ed industriale, anche non più in uso, in cui sono in opera manufatti e materiali, in matrice compatta e friabile, ai quali è stato intenzionalmente aggiunto amianto;

b) attività lavorative che possono comportare il rischio di esposizione all’amianto per i lavoratori;

c) attività che contemplano la rilevazione, l’utilizzazione e la bonifica dell’amianto presente in natura e delle pietre verdi e nelle altre situazioni di cui al D.M. 14 maggio 1996 “Normative e metodologie tecniche per gli interventi di bonifica, ivi compresi quelli per rendere innocuo

l’amianto, previsti dall’art. 5, comma 1, lett. f), della legge 27 marzo 1992, n. 257, recante: ‘Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto”.

2. Il PRA definisce le azioni, indica gli strumenti ed individua le risorse per il raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 1.

3. Il PRA è articolato nei seguenti punti:

a) conoscenza complessiva del rischio amianto, attraverso l’effettuazione di:

1) aggiornamento del censimento degli impianti, degli edifici, dei siti e dei mezzi di trasporto con presenza di amianto o di materiali contenenti amianto;

2) aggiornamento della mappatura delle zone del territorio regionale interessate dall’amianto attraverso la loro georeferenziazione;

3) aggiornamento della mappatura dei siti regionali interessati da presenza di pietre verdi;

4) acquisizione, tramite INAIL, dell’elenco delle imprese che corrispondono o hanno corrisposto il premio assicurativo per la voce “silicosi ed asbestosi”;

b) organizzazione presso il Sistema Informativo Regionale Ambientale dell’ARTA (di seguito denominato SIRA), di un Sistema Informativo Territoriale (di seguito denominato SIT), del quale fanno parte i dati del censimento e della mappatura; con apposita delibera della Giunta

Regionale, da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, sono definite le modalità organizzative del SIT, la gestione dei dati e l’accessibilità degli stessi da parte degli organi di vigilanza;

c) elaborazione di criteri per la valutazione del livello di rischio per la bonifica e l’individuazione delle priorità per effettuare la medesima che tengano conto della vigente normativa in materia.

Detti criteri contengono altresì:

1) indicazione di particolari procedure per la bonifica e lo smaltimento di materiali contenenti amianto;

2) individuazione di procedure per la gestione della microraccolta;

3) indicazioni in ordine alle condizioni di fruibilità di ambienti, rotabili, natanti, aeromobili e parco automezzi bonificati;

4) definizione di misure di protezione dalla presenza naturale di amianto, ivi comprese quelle relative all’importazione di materiale lapideo;

5) indicazione delle modalità di gestione di amianto o materiali contenenti amianto fino alla loro eliminazione o al termine della loro vita utile;

d) definizione dei criteri di priorità degli interventi di bonifica, nei casi oggetto di finanziamento o cofinanziamento pubblico, da parte del Comitato interdisciplinare tecnico-scientifico di cui all’art. 2, comma 3;

e) monitoraggio dal punto di vista sanitario ed epidemiologico, nel rispetto delle norme vigenti sulla privacy, attraverso:

1) la raccolta di dati epidemiologici tramite la competente Direzione Sanità della Regione Abruzzo;

2) l’elaborazione delle modalità procedurali della sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti ed adozione di specifici orientamenti regionali relativi alle problematiche sanitarie connesse con l’esposizione professionale in atto, anche mediante il coordinamento dei servizi di vigilanza con i medici competenti;

3) l’utilizzo dei dati del Registro regionale dei mesoteliomi di cui alla DGR n. 1213 del 19.12.2003 sugli effetti neoplastici causati dall’esposizione all’amianto;

4) la raccolta di dati sanitari ed amministrativi da strutture ospedaliere ed INAIL, relativamente alle patologie amianto correlate;

f) definizione di linee di indirizzo e coordinamento delle attività delle Aziende USL e dell’ARTA, per uniformare le attività di vigilanza e definirne le priorità su tutto il territorio regionale, attraverso l’istituzione di appositi tavoli tecnici da parte delle direzioni regionali competenti. A

tal fine, deve essere verificata:

1) l’organizzazione e la disponibilità di personale rispetto ai preesistenti carichi di lavoro e la dotazione di mezzi e strumenti delle Aziende USL;

2) la dotazione strumentale e di personale dell’ARTA, così come espressamente indicato dall’Allegato V al D.M. 14.05.1996 e dall’art. 11 del D.P.R. 8.08.1994;

g) definizione di criteri per la realizzazione e l’esercizio degli impianti di smaltimento o recupero e l’individuazione degli impianti per fronteggiare la domanda di smaltimento, secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 5, della L.R. 45/07;

h) individuazione degli strumenti per la formazione e l’aggiornamento degli operatori delle Aziende USL, dell’ARTA e per il rilascio dell’abilitazione ai lavoratori delle imprese che effettuano attività di bonifica e di smaltimento dell’amianto;

i) applicazione di specifiche ulteriori sanzioni per l’inosservanza di obblighi e divieti previsti dal PRA non individuati dall’art. 15 della legge n. 257/1992 e dal D.Lgs. 9.04.2008, n. 81 (Attuazione dell’art. 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della

sicurezza nei luoghi di lavoro);

j) promozione di iniziative di informazione finalizzate alla migliore sensibilizzazione dei cittadini sul problema amianto;

k) definizione dei requisiti di cui devono essere in possesso i responsabili individuati al punto 4 a) del D.M. 6.09.1994 (Normative e metodologie tecniche di applicazione dell’art. 6, comma 3, e dell’art. 12, comma 2, della legge 27 marzo 1992, n. 257, relativa alla cessazione dell’impiego

dell’amianto).

4. Ai fini dell’attuazione della presente legge, le definizioni di amianto, materiale contenente amianto e rifiuto contenente amianto, sono definite con il PRA.

5. La Giunta regionale trasmette, entro il 31 marzo di ogni anno, alla Commissione consiliare competente, la relazione sullo stato di attuazione del PRA.

Art. 4

Rimozione e smaltimento di piccoli quantitativi di amianto 1. In attuazione di quanto stabilito dall’art. 1, comma 1, possono essere erogati contributi a fondo perduto ai Comuni per la rimozione e lo smaltimento di piccole quantità di rifiuti contenenti amianto.

2. Con deliberazione della Giunta Regionale, d’intesa con il Comitato interdisciplinare tecnicoscientifico di cui all’art. 2, comma 3, sono approvati i documenti tecnici e le modalità di attuazione della vigente normativa per le operazioni di cui al comma 1.

3. I Comuni promuovono iniziative di informazione e coinvolgimento della popolazione sui problemi causati dallo smaltimento dei rifiuti contenenti amianto effettuati in difformità alla vigente normativa.

4. La Giunta regionale può prevedere in attuazione di quanto stabilito dall’art. 1, comma 1, contributi da erogare anche a soggetti privati, per la rimozione e smaltimento di piccoli quantitativi di materiali contenenti amianto in opera in edifici adibiti a civile abitazione e relative pertinenze e in edifici o impianti adibiti ad attività artigianali, industriali, commerciali, agricole.

5. I contributi di cui al comma 4, sono concessi per la realizzazione di interventi di rimozione su manufatti contenenti amianto, alle condizioni indicate dal Comitato interdisciplinare tecnicoscientifico di cui all’art. 4, comma 2.

6. La Giunta regionale può adottare, con propria deliberazione, con cadenza di norma annuale, un bando pubblico con il quale vengono stabiliti:

a) i criteri e le priorità per l’ammissione ai contributi;

b) i termini e le modalità per la presentazione delle domande per accedere ai contributi;

c) le modalità di erogazione dei contributi e la spesa massima ammessa per ogni singolo intervento;

d) i criteri per la determinazione dell’ammissibilità dei contributi e i termini del bando pubblico per individuare le ditte ai fini del convenzionamento per l’espletamento del servizio di rimozione e smaltimento di piccoli quantitativi di materiali contenenti amianto presso i soggetti beneficiari

dei contributi;

e) i criteri per l’eventuale revoca dei contributi.

7. I fondi possono essere ripartiti tra i Comuni, singoli o associati, che abbiano adottato i necessari documenti in conformità con le modalità di attuazione di cui al comma 2, per rimuovere piccole quantità di amianto, fino ad un massimo del 70% della spesa ritenuta ammissibile, secondo quanto stabilito nel bando di cui al comma 6.

8. Resta fermo per i Comuni l’obbligo di provvedere alla bonifica ed all’eventuale ripristino ambientale delle aree oggetto di rimozione di rifiuti, come previsto dalla L.R. 45/07 e s.m.i.

Art. 5

Registri

1. Le Aziende USL territorialmente competenti comunicano, con periodicità annuale, alle Direzioni Regionali Ambiente e Sanità della Regione Abruzzo, alle Province ed all’ARTA, l’aggiornamento dei registri di cui all’art. 12, comma 5, della Legge 257/92.

2. E’ delegata alle Aziende USL la raccolta dei dati riguardanti le imprese ed i relativi addetti che svolgono le attività di cui all’art. 246 del D.Lgs. 9.04.2008, n. 81.

3. Le imprese di cui al comma 2 trasmettono al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL, nel cui territorio sono state svolte le attività dell’impresa, la relazione di cui all’art. 9 della legge n. 257/1992; la relazione è annuale e deve essere trasmessa entro il mese di marzo dell’anno

successivo a quello di riferimento, anche se a tale data siano cessate le attività soggette all’obbligo di relazione.

Art. 6

Obblighi dei proprietari

1. Al fine di aggiornare il censimento dell’amianto presente sul territorio regionale, i soggetti pubblici ed i privati proprietari, ove non vi abbiano già provveduto, sono tenuti a comunicare:

a) al SIT la presenza di amianto o di materiali contenenti amianto negli edifici, impianti o luoghi, ivi compresi i mezzi di trasporto, nei quali essi siano presenti, fatti salvi gli obblighi di comunicazione di cui all’art. 12, comma 5, della legge n. 257/92;

b) all’Azienda USL ed alla Provincia, competenti per territorio, la presenza di amianto o di materiali contenenti amianto nei mezzi di trasporto.

2. Con deliberazione della Giunta regionale, da adottarsi entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti la tipologia ed il grado di dettaglio delle informazioni da fornire con le suddette comunicazioni.

3. La comunicazione al SIT è condizione necessaria per potersi avvalere delle procedure semplificate e per accedere ai contributi di cui all’art. 4, comma 5.

4. I soggetti di cui al comma 1, proprietari di immobili nei quali è presente amianto di elevata friabilità di cui alla Tab. 1 del D.M. 06.09.94, devono presentare, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, alla Azienda USL territorialmente competente il piano di bonifica di tali materiali.

5. I soggetti di cui al comma 1, proprietari di immobili contenenti amianto o materiale contenente amianto, entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, devono adempiere agli obblighi di cui al DM 6.09.94.

Art. 7

Organismi di controllo

1. Con l’obiettivo di sovrintendere e monitorare la realizzazione delle azioni previste dal PRA, la Giunta regionale si avvale dei seguenti soggetti:

a) Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende USL, cui sono affidati compiti di vigilanza negli ambienti di vita e di lavoro;

b) ARTA, Centro Regionale di Riferimento Amianto, cui è assegnato il compito di supporto tecnico-analitico;

c) Province, cui sono assegnati compiti di verifica della gestione dei rifiuti contenenti amianto.

Art. 8

Sorveglianza epidemiologica

1. Con deliberazione di Giunta Regionale, su proposta dell’Assessore alla Sanità d’intesa con l’Assessore all’Ambiente, è istituito un Gruppo di coordinamento che esamina l’andamento epidemiologico dei tumori patognonomici o strettamente correlati con l’esposizione all’amianto.

2. Il Gruppo di coordinamento agisce anche in collegamento con gli enti centrali “Istituto Superiore di Sanità (ISS) e Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL)” e, sulla base dei dati esaminati, formula proposte di intervento, da valutare ai fini della programmazione delle attività di controllo.

Art. 9

Abrogazione di norme regionali

1. E’ abrogata la L.R. 30.08.1996, n. 75 (Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto), pubblicata sul BURA n. 30 speciale del 10.09.1996.

Art. 10

Norma finanziaria

1. Per le finalità di cui agli articoli 3 e 4, la Giunta regionale programma annualmente l’impiego delle risorse degli interventi di cui alla presente legge, nei limiti dello stanziamento del capitolo di spesa U.P.B. 05.02.010 292210, fatta salva la quota destinata alle Province ai sensi della legge 28.12.1995, n. 549 e della L.R. 16.06.2006, n. 17.

Art. 11

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo (BURA). La presente legge regionale sarà pubblicata nel “Bollettino Ufficiale della Regione”. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione Abruzzo.

Normative amianto Valle d’Aosta

Normative amianto Valle d’Aosta

dal sito regionale valle d’Aosta

Criteri coperture cemento-amianto

B) Criteri per le azioni di smantellamento delle coperture in cemento-amianto risultanti dal censimento realizzato da ARPA Valle d’Aosta con particolare riferimento agli edifici di proprietà pubblica di cui alla lettera b) della deliberazione della Giunta regionale n. 2640 in data 11 NOVEMBRE 2011  

Modalità di presentazione delle istanze

I soggetti proprietari di edifici pubblici con coperture in cemento-amianto risultanti dal censimento realizzato da ARPA Valle d’Aosta dovranno presentare, nel termine del 30 novembre 2011, apposita istanza per interventi realizzati o ancora da eseguire come da modello predisposto dagli uffici della Direzione ambiente, riportante la descrizione delle attività di smantellamento delle coperture in cemento-amianto, risultanti dal medesimo censimento, indicando il codice identificativo del censimento ARPA (richiedibile all’ARPA) e l’identificativo catastale (numero Foglio e mappale), corredata da una descrizione dell’intervento e relativo preventivo di spesa.

Sulla base delle istanze presentate, la Direzione ambiente predispone un’istruttoria tecnico-amministrativa preliminare concernente la completezza della documentazione presentata.

Alla luce della prima istruttoria di ammissibilità, un’apposita Commissione effettua la valutazione tecnica delle domande presentate tenendo in considerazione le priorità definite su scala regionale in modo congiunto da ARPA ed azienda USL.

Criteri e parametri per la valutazione delle istanze

La valutazione dell’intervento verterà sui seguenti criteri e parametri:

CRITERI E PARAMETRI:- Saranno finanziati preferibilmente gli interventi aventi classe di priorità alta per la bonifica, in riferimento alle priorità su scala regionale determinate congiuntamente dall’ARPA e dall’azienda USL;– Sarà valutata la localizzazione dell’intervento in relazione alla popolazione esposta al rischio amianto.

– Sarà valutata positivamente la grandezza della superficie interessata dalla bonifica, rispetto a piccoli interventi localizzati nonché lo stato di conservazione.

I criteri ed i parametri identificati nella tabella si cui sopra dovranno essere contenuti nella istanza e nella documentazione allegata.

Il finanziamento, con riferimento alla spesa lorda complessiva stimata o consuntiva, sarà assegnato in seguito alla valutazione della documentazione presentata fino alla concorrenza dell’importo massimo di euro 15.000 per ogni intervento. Le spese eccedenti tale importo saranno a totale carico del soggetto beneficiario del finanziamento.

I finanziamenti sono concessi fino al totale esaurimento delle risorse di bilancio disponibili in capo all’Assessorato competente.

Le varianti in corso d’opera degli interventi finanziati dovranno essere comunicate alla Direzione ambiente per la verifica di coerenza economica del finanziamento e degli obiettivi dell’intervento. I maggiori oneri derivanti dalle varianti, al netto del ribasso d’asta, saranno a carico dell’ente proponente.

Gli interventi sono realizzati direttamente dai soggetti richiedenti, previa stipula di una convenzione con la Regione per la regolazione delle modalità di esecuzione degli interventi, delle tempistiche di realizzazione e dell’erogazione delle quote di finanziamento.

Al fine di verificare e controllare il corretto impiego delle somme erogate, la Direzione ambiente attiva un monitoraggio dei singoli interventi mediante la presentazione da parte dei soggetti beneficiari di un’apposita scheda da consegnare obbligatoriamente al momento della richiesta di liquidazione di acconti e ad intervento avvenuto.

Normative amianto Umbria

Normative amianto Umbria

  •  Deliberazione della Giunta Regionale n. 9426 del 07/12/1995. Art. 10 della legge 27 marzo 1992, n. 257: adozione da parte della Regione dell’Umbria del piano di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto.
  • Deliberazione della Giunta Regionale n. 7267 del 15/10/1996. Censimento delle strutture edilizie ad uso civile, commerciale o industriale aperte al pubblico o comunque di utilizzazione collettiva, in cui siano presenti amianto o materiali contenenti amianto.
  • Deliberazione della Giunta Regionale n. 7485 del 22/10/1996. Piano regionale per l’amianto di cui alla D.G.R. n. 9426/95; direttive sullo smaltimento dei Rifiuti e materiali contenenti amianto.
  • Deliberazione della Giunta Regionale n. 1479 del 21/11/2001. Linee guida vincolanti per le aziende ed adeguamenti al piano regionale amianto.
  • Deliberazione della Giunta Regionale 27 marzo 2002, n. 361: Linee guida relative a criteri e modalità di svolgimento dei corsi di formazione per lavoratori e dirigenti di aziende che svolgono attività di bonifica, rimozione e smaltimento di amianto ai sensi dell’art. 10 del DPR 8 agosto 1994.
  • Deliberazione della Giunta Regionale 8 ottobre 2007, n. 1611: Linee guida per le Aziende USL ai fini della valutazione delle strutture contenenti amianto

Normative amianto Toscana

Normative amianto Toscana

Il 19/9/2013 è stata approvata la nuova legge regionale in materia di amianto.

La legge regionale toscana n. 51/2013 “Norme per la protezione e bonifica dell’ambiente dai pericoli derivanti dall’amianto e promozione del risparmio energetico, della bioedilizia e delle energie alternative” ha come obiettivo quello di promuovere specifiche azioni di tutela dai rischi derivanti dall’esposizione all’amianto e la progressiva dismissione dei siti estrattivi di materiali contenenti amianto naturale. Contestualmente la norma pone le basi per incentivare la sostituzione dei manufatti in cemento amianto con strutture in grado di conseguire il risparmio energetico.

Lo strumento principale previsto dalla normativa è il piano regionale di tutela dell’amianto, che definisce indirizzi e misure per la protezione dell’ambiente, la decontaminazione, lo smaltimento e la bonifica. Con il piano regionale amianto saranno anche essere affrontate le tematiche più tecniche, che includono le metodologie di valutazione dello stato di conservazione dei materiali e manufatti contenenti amianto, non sempre adeguate alla situazione ed alle tecnologie attuali.

La Regione Toscana, attraverso il piano regionale (che dovrà essere approvato entro 180 giorni dall’entrata in vigore della legge, avvenuta con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale Regione Toscana n. 45, parte prima, del 25/9/2013), si prefigge i seguenti obiettivi:

  • predisporre un quadro conoscitivo della situazione, anche valutando i risultati degli interventi normativi precedenti;
  • rilevare, con il supporto di ARPAT, le situazioni di pericolo derivanti dalla presenza di amianto, anche attraverso il completamento della mappatura dei siti interessati dalla presenza di amianto, sia di origine antropica che naturale;
  • predisporre specifiche azioni di prevenzione e tutela con l’obiettivo della messa in sicurezza dai pericoli derivanti dalla presenza di amianto, con priorità per i siti con priorità più elevata;
  • controllare le condizioni di salubrità ambientale e sicurezza del lavoro;
  • verificare le attività di smaltimento, messa in sicurezza e bonifica dei siti e delle zone inquinate dall’amianto;
  • incentivare e promuovere iniziative volte a rimuovere i materiali contenenti amianto;
  • prevedere specifici contributi regionali per l’individuazione dei siti idonei di smaltimento dei rifiuti contenenti amianto;
  • predisporre corsi di formazione ed aggiornamento per gli operatori addetti alla rimozione e allo smaltimento e operatori coinvolti nelle attività di vigilanza e controllo.

Tutti i procedimenti (dichiarazioni, notifiche, valutazioni stato di conservazione) che riguardano strutture contenenti materiali in amianto dovranno essere svolti telematicamente. La Giunta regionale, previa concertazione con gli enti locali e le associazioni di categoria rappresentative di imprese e professionisti, stabilirà le regole tecniche di svolgimento in via telematica di questa tipologia di procedimenti.

La legge lascia invariate le competenze di Aziende USL, ARPAT e Province in materia di controlli sulla salubrità ambientale e sicurezza nei luoghi di lavoro, nonché sui rifiuti, e attribuisce in più ad ARPAT le attività connesse con la mappatura, confermando il coordinamento delle attività di qualificazione dei laboratori che effettuano analisi dell’amianto da parte del Centro di riferimento dell’amianto di ARPAT.
All’ISPO sono invece attribuite le funzioni di sorveglianza epidemiologica sulle patologie correlate all’amianto.

La Regione Toscana prevede inoltre la possibilità di introdurre incentivi per la rimozione di manufatti in cemento amianto, a condizione che il titolare abbia adempiuto all’obbligo di informazione previsto dall’art 12 della L. 257/1992 e che il manufatto contenente cemento amianto venga sostituito con impianti solari.

La Regione, infine, si impegna a promuovere una corretta informazione sulla problematica inerente l’amianto anche avvalendosi del supporto dell’ARPAT e del servizio sanitario regionale.

In conclusione una legge che, aggiornando riferimenti di oltre 20 anni fa, affronta tutti gli aspetti connessi con la riduzione progressiva dei rischi inerenti alla presenza di amianto, agganciata agli strumenti di pianificazione territoriale e alle norme sul risparmio energetico.

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Normative amianto Marche

Normative amianto Marche

dal sito marcheinsalute

 

Piano regionale amianto – HOME

Il Piano Regionale Amianto, approvato dalla Giunta Regione Marche con deliberazione n.3496 in data 30/12/1997, rappresenta un atto di indirizzo in materia, che sintetizza linee tecniche e procedure per le operazioni edilizie di ristrutturazione, manutenzione e demolizione in presenza di manufatti contenenti amianto, per la particolare rimozione e l’idoneo smaltimento dei rifiuti in discarica di adeguata categoria.

Il Piano, che individua le strutture di controllo territoriale e quelle a valenza regionale, viene ad operare nella realtà marchigiana, caratterizzata fondamentalmente da presenza di amianto in manufatti esistenti, realizzati in epoca antecedente alla Legge 27/03/1992, n. 257, in rifiuti da smaltire progressivamente, a seguito delle attività di decontaminazione e bonifica, realizzate o da realizzare.

In conseguenza, le maggiori implicazioni di rischio, per i lavoratori esposti, si presentano per gli addetti alle decoibentazioni e rimozioni di MCA, per gli addetti alle attività di raccolta, trasporto e movimentazione dei rifiuti contenenti amianto, per gli addetti alle manutenzioni. Per la popolazione dei non esposti e per l’ambiente, in generale, il rischio è legato soprattutto alle operazioni, non correttamente eseguite, di decoibentazione, di smaltimento rifiuti e di bonifica dei siti dismessi.

Il Piano prevede azioni volte al raggiungimento della conoscenza complessiva del rischio amianto, fornisce una guida di riferimento per gli interventi di rimozione dei manufatti che lo contengono e promuove la formazione dei soggetti coinvolti nelle molteplici fasi: dal controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro, in cui esista ancora il rischio, alle fasi finali di smaltimento dei rifiuti e di bonifica delle aree ed alla sorveglianza sanitaria ed epidemiologica degli esposti al rischio amianto.

Obiettivi del Piano:

  1. Formazione del personale.
  2. Censimento delle situazioni di presenza e/o esposizione all’amianto.
  3. Archivio delle situazioni a rischio.
  4. Sorveglianza a regime.

Strutture operative:

REGIONE MARCHE :
  • Gruppo Regionale Amianto;
  • Dipartimento Servizi alla Persona e alla Comunità – Servizio Sanità – Uff. Sanità Pubblica e
    Prevenzione;
  • Dipartimento Territorio Ambiente – Servizio Tutela Risanamento Ambientale – Uff. Ciclo
    Rifiuti;
  • Dipartimento Sviluppo Economico – Servizio Artigianato e Industria;
  • Dipartimento Programmazione Bilancio – Servizio Sistema Informativo Statistico;
  • Dipartimento Affari Istituzionali Generali – Servizio Informatica.
AZIENDE UNITÀ SANITARIE LOCALI (UU.SS.LL.) -DIPARTIMENTI DI PREVENZIONE:
  • Servizio Prevenzione Sicurezza Ambienti di Lavoro (S.P.S.A.L.);
  • Servizio Igiene Sanità Pubblica (S.I.S.P.).
AGENZIA REGIONALE per la PROTEZIONE AMBIENTALE delle MARCHE (A.R.P.A.M.) – DIPARTIMENTI PROVINCIALI :
  • Area Chimica;
  • Area Fisica.
COMUNI della Regione Marche
  • Uffici Tecnici.
AGENZIA DEL TERRITORIO della Regione Marche
  • Uffici Tecnici (ex Uffici Tecnici Erariali).

Normative amianto Lazio

Normative amianto Lazio

dal sito assoamianto

Delibera Giunta Regionale LAZIO 10 novembre 1998n. 5892
Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica al fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto.

(Pubblicato nel Supplemento Ordinario n. 4 al Bollettino Ufficiale n. 16 del 10 giugno 1999)

L’emanazione di un piano regionale per la difesa dai pericoli derivanti dall’amianto è prevista dall’art. 10 della legge 257/92 sulla dismissione dell’amianto. Secondo l’intento del legislatore tali piani dovevano essere predisposti entro gennaio del 1993 e rappresentavano il principale strumento per monitorare la fuoriuscita dall’amianto ed individuare le situazioni di rischio in uno scenario in rapida evoluzione.

I ritardi nell’emanazione delle norme di indirizzo (uscite solo negli ultimi mesi del 1994) e quelli nell’assegnazione dei fondi finalizzati hanno fatto sì che i piani fossero attuati 5 anni dopo la dismissione dell’amianto, in una situazione profondamente mutata rispetto a quella originariamente prevista.

Tali cambiamenti possono essere così schematizzati:

tutte le attività di produzione di amianto sono definitivamente cessate nell’aprile 1994. Le industrie di produzione di manufatti di amianto si sono ormai riconvertite o hanno chiuso; quelle che installavano o utilizzavano tali manufatti impiegano prodotti sostitutivi. Di conseguenza, il censimento di queste imprese, che aveva in origine lo scopo di valutare progressi ed ostacoli nell’abbandono dell’amianto, ha oggi esclusivamente una valenza epidemiologica nei confronti dei lavoratori ex-esposti;

il massiccio impiego di amianto effettuato in passato ha determinato l’immissione nell’ambiente di numerosi manufatti e prodotti contenenti amianto, alcuni dei quali assai duraturi, quali treni, natanti, tram e metropolitane, edifici ed impianti industriali. Tali situazioni possono rappresentare un rischio per la salute attraverso due differenti modalità: da un lato le attività di modifica, riparazione e demolizione; dall’altro l’esposizione dovuta al normale impiego (presenza nell’edificio, impiego del mezzo di trasporto, ecc.). La prima modalità riguarda un gruppo limitato di popolazione costituito dai lavoratori addetti a tali interventi, ma può comportare livelli di rischio anche molto elevati; la seconda modalità può riguardare gruppi molto estesi di popolazione, ma rappresenta normalmente un rischio estremamente contenuto;

le attività di bonifica hanno avuto un progressivo ed importante incremento, con lo sviluppo di numerose nuove imprese. Si tratta indubbiamente delle attuali attività lavorative a maggior rischio, in particolare quando riguardano materiali contenenti amianto in matrice friabile. In questo ambito, tuttavia, molti servizi di prevenzione hanno sviluppato specifiche esperienze;

il problema dello smaltimento dei rifiuti costituisce ancora una questione non risolta sia dal punto di vista tecnico, sia da quello normativo. Attualmente il destino finale dei rifiuti di amianto rimane l’interramento in discarica, cosa che comporta un forte depauperamento di risorse naturali e gravi problemi di impatto ambientale. Tale situazione costituisce uno dei vincoli principali all’attuazione di programmi generalizzati di bonifica.

In base a quanto esposto, si ritiene che le situazioni da considerare prioritarie oggi siano:

aziende che esercitano attività di bonifica e di smaltimento;
imprese che esercitano attività di manutenzione e demolizione di treni, tram, metropolitane, natanti;
industrie chimiche, impianti di produzione di energia, siti industriali con importanti impianti coibentati con amianto;
edifici di uso collettivo con rivestimenti di amianto applicati a spruzzo;
imprese che producevano, fino al 1994, manufatti in amianto (riconvertite o dismesse).

Con particolare riguardo alla casistica indicata, le azioni che prioritariamente il piano deve intraprendere sono:

il censimento delle situazioni di pericolo;
la formazione degli operatori dei dipartimenti di prevenzione;
la dotazione strumentale dei dipartimenti di prevenzione; l’informazione dei cittadini;
l’informazione/formazione delle aziende che esercitano attività a contatto con amianto;
la formazione degli addetti delle ditte di bonifica per il rilascio dei titoli di abilitazione.

Leggi tutta la normativa

Normativa regionale Sicilia

Normativa regionale Sicilia

Il Piano regionale di protezione dall’amianto.

La Regione Siciliana ha avviato – con il Piano di protezione dall’amianto predisposto in attuazione dell’articolo 10 della Legge n° 257 del 27 marzo 1992 ed approvato con il D.P.Reg. 27 dicembre 1995 – una decisa campagna volta ad eliminare o ridurre al più basso livello possibile i rischi derivanti dalla esposizione all’amianto. Il piano si articola in una serie di iniziative e di azioni specifiche:

  • acquisizione della conoscenza complessiva del “rischio-amianto” (si otterrà effettuando il censimento di tutte le situazioni di possibile esposizione all’amianto);
  • formazione dei soggetti coinvolti;
  • controllo delle condizioni di salubrità ambientale e di sicurezza del lavoro;
  • smaltimento dei rifiuti;
  • sorveglianza sanitaria ed epidemiologica dei soggetti esposti.

In particolare per pianificare ed organizzare tutte le azioni di bonifica e di controllo è necessario avere preliminarmente una conoscenza quanto più possibile completa delle situazioni di rischio. Come si vedrà di seguito saranno effettuati tre diversi tipi di censimento.

Partecipare è facile, e l’aiuto dei cittadini in questo caso è necessario e fondamentale: con i dati acquisiti grazie al censimento, infatti, la Regione potrà avere un quadro completo di tutte le situazioni a rischio, e di conseguenza potrà programmare le azioni successive miranti a fornire le indicazioni ed il supporto necessari per l’adozione delle opportune misure a tutela dei lavoratori e della popolazione.

Censimento dei siti interessati dall’estrazione dell’amianto

Le attività di estrazione sono state vietate con la legge 257/92. Poiché non esistono siti interessati da attività di estrazione di amianto le Aziende USL dovranno censire i siti estrattivi delle “pietre verdi”.

Censimento delle imprese che utilizzano o hanno utilizzato amianto nelle attività produttive, e delle imprese che operano nelle attività di smaltimento e bonifica

Per partecipare al censimento è sufficiente compilare una apposita scheda, elaborata in conformità allo schema-tipo previsto dal Decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto 1994, che dovrà essere compilata e firmata dal rappresentante legale dell’impresa. La scheda può essere trovata, insieme ad un pieghevole che contiene tutte le informazioni relative, presso alcuni enti il cui elenco è riportato nella sezione utilità.

Si ricorda che le imprese che hanno amianto hanno comunque l’obbligo di inviare entro il 28 febbraio di ogni anno solare successivo all’anno di riferimento una relazione (lo schema-tipo è contenuto nella circolare n° 124976 del 17/02/93 del Ministero dell’Industria) alla Regione (Assessorato Regionale Territorio e Ambiente) ed alle Aziende U.S.L. territorialmente competenti. Troverai gli indirizzi completi delle aziende nella sezione utilità.

Una azienda può rientrare fra quelle interessate al censimento per due motivi:

  • direttamente, quando l’amianto, o i materiali contenenti amianto, sono (o sono stati) utilizzati nel ciclo produttivo (ad esempio produzione di manufatti, impasti vari, mastici, vernici, riparazione o sostituzione di pezzi di ricambio);
  • indirettamente, quando l’amianto è (o è stato) presente nelle macchine, impianti o strutture edilizie dell’azienda, ed il contatto con tale materiale avviene (o avveniva) a causa del tipo di lavoro svolto: manutenzione di macchine e automezzi, tubazioni, impianti o strutture edilizie, coibentazioni, ecc.

E’ evidente che rientrano nel censimento le imprese che operano nelle attività di smaltimento e bonifica dell’amianto. I soggetti più interessati, ma non gli unici, sono evidentemente alcune tipologie di aziende che esercitano o hanno esercitato alcune specifiche attività.

Censimento degli edifici nei quali sono presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile

Il censimento ha carattere obbligatorio e vincolante per:

  • edifici pubblici;
  • locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva;
  • blocchi di appartamenti (condomini).

La responsabilità della trasmissione dei dati necessari ricade sul proprietario dell’immobile, salvo che per i condomini per i quali la responsabilità è invece dell’amministratore. L’inadempienza a questo obbligo comporta l’applicazione di una sanzione amministrativa.

Normativa regionale Puglia

Normativa regionale Puglia

Piano Regionale Amianto Puglia (PRAP): Presa d’Atto aggiornamento

Pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n.107 del 1 agosto 2013 la determinazione del dirigente Servizio Ciclo dei rifiuti e bonifica n. 129 del 23 luglio 2013.

L’atto dirigenziale dispone nuovamente l’avvio della fase di consultazione con il pubblico del Piano Regionale Amianto Puglia (PRAP), mediante avviso sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana o sul Bollettino della Regione Puglia, contestualmente alla presa d’atto dei seguenti documenti:

  • Piano Regionale Definitivo di Protezione dell’ambiente, Decontaminazione, Smaltimento e Bonifica ai fini della Difesa dai Pericoli derivanti dall’Amianto in Puglia, revisionato ed adeguato alle osservazioni pervenute;
  • Elaborato redatto da A.R.P.A. Puglia denominato” Rapporto Ambientale” contenente lo “Studio di Incidenza” e della “Sintesi non Tecnica”.

La proposta di Piano Regionale Amianto Puglia (PRAP), nonché il Rapporto Ambientale e la sintesi non tecnica, consultabili anche nel Portale Ambiente attraverso il sito istituzionale, saranno consultabili presso gli Uffici del Servizio Ciclo dei Rifiuti e Bonifica, Via delle Magnolie, 6/8 Modugno Z.I..

Gli interessati possono presentare proprie osservazioni in forma scritta, anche fornendo nuovi o ulteriori elementi conoscitivi e valutativi, entro il termine di 60(sessanta) giorni a far data dalla pubblicazione dell’Avviso sul BURP o sulla GURI.

Normativa regionale Molise

Normativa regionale Molise

LEGGE REGIONALE 7 maggio 2003, n. 20

Interventi urgenti per la bonifica dell’amianto.

Salute dei cittadini e risanamento dell’ambiente – Interventi di bonifica dall’amianto – Contributi – Disciplina.

BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE MOLISE – N. 10 del 16 maggio 2003.

ARTICOLO 1
Finalità

1. Al fine di salvaguardare la salute dei cittadini ed il risanamento dell’ambiente, la Regione Molise concede contributi a favore dei soggetti pubblici e privati che intendano effettuare interventi di bonifica dall’amianto su beni o siti ricadenti nel territorio di competenza, nonché delle Province per i beni di proprietà.

ARTICOLO 2
Interventi

1. Ai soggetti pubblici e privati che abbiano presentato richieste ritenute ammissibili dalla commissione tecnica di cui al successivo articolo 3, è riconosciuto un contributo in conto capitale pari al 60 per cento della spesa documentata.

2. Costituiscono priorità di finanziamento gli interventi di bonifica su manufatti contenenti amianto le cui condizioni siano tali da aver determinato o da determinare rilascio di fibre.

ARTICOLO 3
Commissione Tecnica

1. Entro trenta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale istituisce la Commissione tecnica preposta alla valutazione di congruità tecnico-economica delle richieste di finanziamento per gli interventi di bonifica previsti dalla presente legge. La Commissione, che opera presso la Direzione Generale della Regione competente in materia di ambiente, è composta da:

    • Ø DIRETTORE GENERALE della Regione competente in materia di ambiente, che la presiede;
    • Ø DIRETTORE GENERALE dell’ Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Molise (A.R.P.A.M.) o suo delegato;
    • Ø DIRIGENTE REGIONALE responsabile della struttura regionale competente in materia di Prevenzione e Tutela ambientale;
    • Ø DIRIGENTE REGIONALE designato dal Direttore Generale regionale dei Lavori Pubblici;

2. La Commissione esprime le definitive valutazioni di congruità tecnico-economica delle richieste ad essa inoltrate e munite del parere dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Molise (A.R.PA.M.), predispone la graduatoria degli interventi ammissibili e trasmette gli atti alla Direzione Generale della Regione competente in materia di ambiente per la relativa istruttoria.

ARTICOLO 4
Procedure

1. I Comuni trasmettono alla Direzione regionale competente in materia di ambiente le richieste pervenute a seguito della emanazione dell’avviso pubblico regionale da parte della Direzione medesima e corredate di:

    • a) relazione tecnica asseverata da tecnico abilitato in cui deve essere specificata la destinazione d’uso dei beni o dei siti sede dell’intervento, la localizzazione e la destinazione d’uso dei manufatti contenenti amianto, la tipologia, la quantità e lo stato di conservazione dei materiali nonché la tipologia dell’intervento di bonifica proposto;
    • b) documentazione che attesti la presenza di materiali contenenti amianto nei manufatti oggetto di interventi;
    • c) planimetria dei luoghi;
    • d) progetto esecutivo dello stato attuale e dell’intervento di bonifica proposto;
    • e) computo metrico dettagliato dei costi di bonifica e quadro economico riepilogativo della spesa preventivata;

2. Le richieste di cui al comma 1 sono trasmesse entro dieci giorni dal ricevimento dell’ Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Molise che provvede entro novanta giorni a fornire alla Commissione tecnica di cui all’art. 3 la relazione tecnica in ordine alla valutazione del rischio igienico-sanitario ed ambientale connesso alla presenza dell’amianto nei beni e nei siti indicati nella richiesta.

3. La Giunta Regionale approva la graduatoria degli interventi ammessi a finanziamento che è pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione.

ARTICOLO 5
Concessione di contributi

1. I contributi di cui all’art. 2 definiti nella graduatoria di cui all’articolo 4 sono erogati con atto del Responsabile del Servizio Prevenzione e sicurezza secondo le seguenti modalità:

    • a) primo rateo pari al 30% del finanziamento alla ricezione della comunicazione di inizio lavori e alla presentazione della fidejussione assicurativa di copertura dei costi complessivi di bonifica a favore del Servizio di Sicurezza Sociale;
    • b) successivi ratei fino alla concorrenza massima dell’80% a seguito della presentazione degli stati di avanzamento dei lavori e della documentazione dimostrativa dei costi sostenuti nonché della documentazione tecnico-contabile dimostrativa dell’avvenuto conferimento in discarica autorizzata dei rifiuti provenienti dall’intervento di bonifica;
    • c) saldo del finanziamento a seguito della presentazione del verbale di sopralluogo dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Molise che attesti l’avvenuta bonifica, della certificazione di restituibilità degli ambienti bonificati rilasciata dalla A.S.L. competente per territorio nonché della certificazione di collaudo.

ARTICOLO 6
Funzione della Provincia

1. Le Province, con il supporto tecnico delle strutture dell’A.R.P.A.M., individuano, entro 60 giorni dalla emanazione della presente legge, gli impianti autorizzati allo smaltimento dell’amianto.

ARTICOLO 7
Promozione

1. I Comuni, d’intesa con l’A.R.PAM., provvedono a censire una mappa delle situazioni a rischio per la realizzazione di un archivio dati che individui gli edifici con presenza di amianto libero od in matrice friabile.

2. La Regione avvalendosi dell’A.R.P.A.M., promuove nelle scuole campagne di educazione ambientale con lo scopo di informare sulle problematiche connesse alla presenza di fibre di amianto, al suo smantellamento ed al relativo smaltimento.

ARTICOLO 8
Norma Finanziaria

1. All’onere derivante dall’applicazione della presente legge, quantificato per l’esercizio finanziario 2003 in Euro 150.000 si provvede con la legge approvativa del bilancio per il medesimo anno.

    La presente legge sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione. È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Molise.

 

Normativa regionale Campania

Normativa regionale Campania

Delibera Giunta Regionale CAMPANIA 29 ottobre 1998n. 7875 Adempimenti previsti dalla delibera di G.R. n. 1078 del 14 marzo 1997 – Costituzione U.O.R.A.

Premesso

Che in adempimento dell’art. 10, comma 1, della legge n. 257 del 27 marzo 1992 avente ad oggetto “Norme relative alla cessazione dell’impiego di amianto” che prevede l’adozione da parte delle regioni di Piani di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto, ed in armonia con Il D.P.R. 8 agosto 1994, con il quale è stato emanato l’atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per l’adozione dei suddetti Piani, la Giunta regionale con delibera n. 1078 del 14 marzo 1997 ha approvato le linee-guida per la redazione del succitato Piano;
Che con delibera di G.R. n. 8082 del 18 ottobre 1996, la Giunta regionale ha affidato al Consiglio nazionale delle ricerche e dell’Università degli studi di Napoli l’incarico della redazione del Piano in parola;
Che le sunnominate linee-guida, per il coordinamento delle attività previste per la redazione, per l’attuazione e per la gestione del Piano di cui sopra, prevedono la costituzione di apposita struttura, denominata “Unità operativa regionale amianto – U.O.R.A.” formata da cinque dirigenti e/o funzionari del Settore tutela dell’ambiente e cinque dirigenti e/o funzionari del Settore prevenzione e assistenza sanitaria;
Considerato
Che nelle more dell’approvazione di apposita legge regionale sull’amianto che preveda la creazione di apposita struttura e/o l’istituzione di apposito ufficio che opererà presso il Servizio 02 del Settore tutela dell’ambiente sotto la diretta responsabilità di un dirigente;
Che il personale impegnato nella suddetta U.O.R.A. debba possedere la professionalità nella materia da trattare;
Che il personale non dirigente impegnato nella unità operativa in questione esplicherà la sua attività anche al di fuori dell’orario di servizio per evidenti ragioni operative collegate alla disponibilità dei partners scientifici del CNR e dell’Università degli studi di Napoli;
Che alle eventuali prestazioni al di fuori dell’orario di servizio si può far fronte, anche con la disponibilità del fondo interno di cui all’art. 18, comma 1, legge n. 109/1994 e successive modifiche ed integrazioni;
Che è necessario ed urgente costituire la soprannominata struttura;
Che alla costituzione della struttura in narrativa provvederanno, di concerto tra loro, gli Assessori all’ambiente e al personale;
Preso atto
Che i compiti cui dovrà far fronte la succitata struttura sono quelli previsti e dettagliati nelle sunnominate “linee-guida”;
Vista
– La legge 27 marzo 1992, n. 257;
– Il D.P.R. 8 agosto 1994;
– La delibera di G.R. n. 8082 del 18 ottobre 1996;
– La delibera di G.R. n. 1078 del 14 marzo 1997;
Propone, e la Giunta, in conformità, a voti unanimi,
Delibera:
Per motivi di cui alle premesse si intendono integralmente riportati e trascritti:
– di costituire, per il coordinamento delle attività previste per la redazione, per l’attuazione e per la gestione del Piano regionale di protezione dell’ambiente, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto, apposita struttura, denominata “Unità operativa regionale amianto (U.O.R.A.)” formata da cinque dirigenti e/o funzionari del Settore tutela dell’ambiente e cinque dirigenti e/o funzionari del Settore prevenzione e assistenza sanitaria così come previsto dalla delibera di G.R. n. 1078 del 14 marzo 1997;
– di affidare le funzioni di coordinamento dell’Unità regionale ai sensi dell’art. 9 della L.R. n. 11/1991 e per gli effetti dell’art. 38 della L.R. n. 12/1991, al dirigente del Servizio 02 del Settore tutela dell’ambiente;
– di affidare la sovrintendenza della predetta Unità operativa regionale amianto all’Assessore all’ecologia, tutela dell’ambiente e ciclo integrato delle acque;
– di demandare agli Assessori all’ambiente e al personale, di concerto, di formalizzare, con atto monocratico, la costituzione della predetta U.O.R.A.;
– di fissare il termine di durata della predetta U.O.R.A. in mesi 24 (ventiquattro) a decorrere dalla data di insediamento;
– di disporre per il funzionamento dell’Unità di cui innanzi l’utilizzazione del fondo interno di cui all’art. 18, comma 1, della legge n. 109/1994 e successive modifiche ed integrazioni;
– di inviare il presente atto, ad esecutività conseguite, ai Settori: Tutela dell’ambiente, Assistenza ed igiene sanitaria e Trattamento economico, per gli adempimenti di competenza;
– di pubblicare il presente atto sul B.U.R.C.;
– di non inviare la presente deliberazione alla CCARC ai sensi della legge n. 127/1997, art. 17, commi 31 e 32.

Normativa regionale Calabria

Normativa regionale Calabria

Proposta di legge n. 233/8^

RELAZIONE

Sul territorio italiano ci sono ancora 2,5 miliardi di metri quadrati di superfici con copertura di eternit, pari a 32 milioni di tonnellate, per un totale di 8 milioni di metri cubi. Questi dati vengono forniti dal CNR che ha voluto fare il punto della situazione, dopo l’emanazione della L. N. 257/1992 che proibisce produzione e utilizzo di prodotti contenenti amianto e detta le regole per bonificare e smaltire i milioni di tonnellate del prodotto.
Gia greci e romani ne facevano abbondante uso, e anche in epoca successiva l’amianto, non conoscendone ancora le conseguenze dannose, e stato usato in maniera indiscriminata: e entrato nella composizione di oltre 3.000 prodotti, alcuni di- uso molto comune come: mastici, sigillanti, pasticche dei freni, corde e tessuti, ma anche per la costruzione di tramezzi, tetti condutture di acqua potabile, intercapedini e stucchi per abitazioni e strutture pubbliche (asili, scuote, uffici, ospedali),poiché migliora la resistenza degli elementi strutturali, assicura l’isolamento termico e acustico e protegge contro i rischi d’incendio.
La consistenza fibrosa e alla base delle proprietà tecnologiche, ma anche delle proprietà di rischio essendo causa di gravi patologie a carico prevalentemente dell’apparato respiratorio, quali asbestosi, mesotelioma pleurico e carcinoma polmonari e bronchiali. Purtroppo, le previsioni sono di un aumento di tali malattie (da 1.500 l’anno fino a 20=30.000 nei prossimi 5 anni) tra te persone precedentemente esposte nell’ambiente di lavoro o nell’ambiente di vita. In Calabria, vi & grande,attenzione e preoccupazione per il problema amianto. Infatti, ci sono delle zone circoscritte nella mappatura amianto, di cui al D.M. n. 101 del 18/3/2003 – art. 4 (In sede di prima applicazione, tenuto conto delle situazioni critiche per la salute dell’uomo e dell’ambiente, su indicazione delle Regioni, delle province autonome di Trento e Bolzano e dei Comuni interessati e tenuto conto dei criteri di cui all’Allegato B, il Ministero dell’Ambiente e tutela del territorio (MATT) individua e finanzia gli interventi di bonifica di particolare urgenza”) che sono ad elevata contaminazione da amianto tra cui il Comune di Canolo (Canolo in Piano), Comune di Casole Bruzio, Comune di Celico, Comune di Spezzano della Sila e Comune di Zumparo (ex Scuola elementare). Per quanto riguarda Crotone, dai dati forniti dalla sede regionale dell’INAIL, dove vi e una grande concentrazione di industrie chimiche unica su tutto il territorio della Calabria, il problema viene vissuto molto pesantemente e con grande allarme. Tutto ciò e dimostrato dalle 2.339 domande presentate nell’ultimo periodo riguardanti la richiesta di benefici a causa dell’inquinamento da amianto.
Attualmente leggi severissime, tra cui le più rilevanti sono:

Legge n. 257/1992 “Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto – D.Lgs 5/2/1997 n. 22 – art. 22 Piano Regionale per la bonifica delle aree potenzialmente inquinate;
Direttiva 2003/18/CE Parlamento e Consiglio Europeo del 27/3/2003 che modifica la Direttiva 83/477/CEE del Consiglio sulla protezione dei lavoratori contro i rischi connessi con una esposizione all’amianto durante il lavoro;
D.P.R. 8/8/94 affida il compito di censire I siti contaminati da amianto alle Regioni;
Leggi e Decreti Ministero dell’ambiente con la previsione di fondi per la bonifica di siti di rilevanza nazionale contaminati da amianto: L. n. 426/1998; Decreto n. 468/2001; L.n. 179/2001; L.n.248/2005; L. n. 266/2005; Testo unico sull’ambiente del 2006.;
Legge n. 93/2001 – art. 20 stabilisce fondi per la realizzazione di una mappatura completa della presenza amianto sul territorio nazionale e degli interventi di bonifica urgente;
D.M. Ministero ambiente del 18/3/2003 applicativo della L. n. 93/2001;

Ne vietano la produzione, il commercio, l’estrazione, l’importazione, l’esportazione e l’utilizzazione e soprattutto, dettano le modalità precise e i controlli cui deve essere sottoposta la riconversione produttiva e l’attività di bonifica e decontaminazione delle aree interessate da amianto.
Tanto premesso, questo progetto nell’applicare la normativa nazionale e comunitaria in materia, crea i presupposti per l’individuazione dei siti inquinati e delle aree ad elevato rischio ambientale e per la salute dell’uomo, e di conseguenza della programmazione dei fondi destinati alla bonifica ed al recupero e risanamento ambientale.
Il testo è formato da 9 articoli così individuati:

Art. I Finalità, Art.2 Obiettivi; Art. 3 Comitato Regionale Amianto (C.R.A.), Art. 4 Piano Regionale Amianto (P.R.A.C.), Art.5 Interventi e contributi regionali, Art. 6 Registri, Art. 7 Organi di controllo, Art. 8 Norma finanziaria, Art. 9 Entrata in vigore.

Relazione economica finanziaria

I fondi di copertura della presente legge vengono individuati- nella misura 1.8 POR Calabria – Siti inquinati ed aree ad elevato rischio ambientale – Tale misura sostiene interventi rivolti al risanamento e al recupero dei siti inquinati e al miglioramento delle conoscenze e delle tecnologie per il rilevamento, il monitoraggio e le metodologie di recupero degli stessi (Programma di riferimento POR Calabria – Ob. 1.La misura, così come si evince dalla scheda Misura, e stata definita in coerenza con il Piano Regionale di Bonifica dei Siti Potenzialmente inquinati predisposto dall’Ufficio del Commissario Delegato per l’emergenza ambientale e recepito nel Piano di Gestione dei rifiuti notificato alla Commissione Europea che ha espresso parere positivo. Per l’anno 2007 il fabbisogno economico e stato individuato in Euro 1.000.000,00.

ART. 1- FINALITA’

In attuazione della Legge 27/5/1992 n. 257 – Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto – e in osservanza del Decreto del Presidente della Repubblica 8- agosto 1994 (Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni ed alle Province autonome di Trento e di Bolzano per l’attuazione di piani di protezione, di decontaminazione, di smaltimento e di bonifica dell’ambiente, ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto -, la Regione Calabria adotta gli strumenti necessari per la salvaguardia della salute dei cittadini e per la tutela e il risanamento dell’ambiente attraverso la bonifica e lo smaltimento dell’amianto.

ART. 2 – OBIETTIVI

La presente legge per attuare le finalità previste dall’art. 1 persegue i seguenti obiettivi:

a) ricerca e sperimentazione di tecniche per la bonifica dagli amianti e il recupero dei siti contaminati;
b) predisposizione di un piano decennale di eliminazione dell’amianto antropico sul territorio regionale;
c) sostegno alla ricerca e alla sperimentazione nel campo della prevenzione e della terapia sanitaria;
d) bonifica di siti, impianti, edifici e manufatti in cui sia stata rilevata la presenza dell’ amianto;
e) salvaguardia e tutela della salute pubblica nei luoghi di vita e di lavoro. ART. 3 – PIANO REGIONALE AMIANTO CALABRIA (P.R.A.C.)

La Giunta Regionale, entro 90 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, trasmette al Consiglio regionale la proposta di Piano Regionale di tutela dall’amianto, di seguito denominato P.R.A.C., che il Consiglio regionale approva entro 60 giorni. Il P.R.A.C. definisce le azioni, indica gli strumenti e individua le risorse necessarie per il raggiungimento degli obiettivi di cui all’art. 2, ed e articolato nei seguenti punti:

a) conoscenza dei rischio attraverso l’effettuazione di:

1) censimento degli impianti, degli edifici, dei siti e dei manufatti con presenza di amianto, materiali contenenti amianto, effettuato dall’ASL in collaborazione con 1’ARPACAL e i comuni del territorio calabrese;
2) mappatura georeferenziata dell’amianto presente sul territorio regionale effettuata dall’ARPACAL;
3) monitoraggio dei livelli di concentrazione di fibre di amianto nell’aria;
4) monitoraggio degli affioramenti naturali;

b) elaborazione dei criteri per la valutazione dei livello di rischio per la bonifica e l’individuazione delle priorità per la stessa;
c) definizione delle priorità degli interventi di bonifica;
d) monitoraggio dal punto di vista sanitario ed epidemiologico attraverso:

1) raccolta di dati epidemiologici;
2) sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto;

e) previsione di idonee- misure di- prevenzione- e di tutela della- salute- nei luoghi- di- vita e di lavoro;
f) definizione delle linee d^ indirizzo e coordinamento delle attività delle ASL e dell’ARPACAL;
g) definizione dei criteri per la elaborazione di un piano regionale di smaltimento attraverso:

1) censimento delle ditte che svolgono attività di bonifica e smaltimento;
2) individuazione degli impianti esistenti per fronteggiare la domanda di smaltimento;

h) individuazione degli strumenti per la formazione e l’aggiornamento degli operatori delle ASL e delle imprese che effettuano attività di bonifica e di smaltimento dell’amianto;
i) promozione a livello comunale di iniziative di informazione e coinvolgimento della popolazione sui problemi causati dall’amianto;
j) indirizzi per la realizzazione del piano di lavoro- comunale per le opere di bonifica.

Il P.R.A.C. avrà durata decennale e la Giunta Regionale procede annualmente, sentita la Commissione consiliare competente, all’aggiornamento del P.R.A.C. apportando le eventuali modifiche, non strutturali, che si rendono necessarie.

ART. 4 – INTERVENTI E CONTRIBUTI REGIONALI

La Regione Calabria, per il raggiungimento degli obiettivi di cui al precedente art. 2, concede contributi in conto capitale o in conto interessi, ai soggetti e nella misura indicati nei successivi commi 2 e 3 del presente articolo, per interventi di bonifica, rimozione e trasporto di materiali contenenti amianto, opere di copertura e muratura.
Sono concessi contributi in conto capitale:

a) ai soggetti privati per un importo pari al 60% della spesa ritenuta ammissibile;
b) agli enti locali, organizzazioni non lucrative di utilità sociale, istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza ad enti morali per un importo pari al 70% della spesa ritenuta ammissibile.

Sono concessi contributi in conto interessi:

a) alle imprese, per un importo pari al 50% della spesa ritenuta ammissibile, nel rispetto della regola comunitaria del de minimis.

La Giunta Regionale, sentita la Commissione Consiliare competente, stabilisce i termini e le modalità di accesso ai benefici della presente legge.
I fondi verranno ripartiti tra i comuni, singoli o associati, che abbiano adottato il proprio piano di lavoro, in conformità agli indirizzi stabiliti nel P.R.A.C. per la bonifica di piccole quantità di amianto.

ART. 5 – REGISTRI

In attuazione dell’art. 3, comma 2, lett. f) , ed entro 30 giorni dall’approvazione del P.R.A.C., presso ogni ASP vengono istituiti i seguenti registri:

a) registro pubblico degli edifici industriali e ad uso abitativo, dimessi o in utilizzo, degli impianti, dei mezzi di trasporto e dei luoghi con presenza o contaminazione di amianto;
b) registro delle imprese che effettuano attività di bonifica e smaltimento di amianto o di materiali contenenti amianto:

– Le modalità di tenuta e di aggiornamento verranno definite nel P.R.A.C.

ART. 6 – ORGANI DI CONTROLLO

Presso l’Assessorato alla Sanità, con l’obiettivo di sovrintendere e monitorare la realizzazione delle azioni previste nel P.R.A.C., viene istituito un Nucleo Amianto, composto da tecnici specializzati nel settore delle bonifiche.
La Giunta Regionale, secondo quanto predisposto nell’art. 3, comma 2, lett. i), imposta un piano informativo, rivolto alla popolazione, che contiene, in fasi successive e programmate, le modalità ed i tempi dei censimenti avviati, nonché l’aggiornamento dei dati rilevati e degli interventi effettuati.

ART. 7 – NORMA FINANZIARIA

All’onere derivante dall’applicazione della presente legge determinato per l’anno 2007 in Euro 1.000.000,00, si provvede con le risorse disponibili all’UPB- 8.1-.01.01 dello stato di previsione della spesa dello stesso bilancio, inerente a “Fondi per provvedimenti legislativi in corso di approvazione recanti spese di parte corrente ” il cui stanziamento viene ridotto del medesimo importo e per gli anni successivi con i fondi della misura POR 1.8. La disponibilità finanziaria, di cui al comma precedente, e utilizzata nell’esercizio in corso ponendo la competenza della spesa a carico dell’UPB 3.2.01.01 dello stato di previsione della spesa del bilancio 2007. La Giunta Regionale è autorizzata ad apportare le conseguenti variazioni al documento tecnico di cui all’ari. 10 della L.R. 4/2/2002 n. 8. Per gli anni successivi, la corrispondente spesa sarà determinata in ciascun esercizio finanziario con legge di approvazione del bilancio regionale e con la collegata legge finanziaria inerente allo stesso esercizio.

ART. 8 – ENTRATA IN VIGORE

– La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo la sua pubblicazione sui BURC.