Viterbo bonifica amianto

Viterbo bonifica amianto

Documentazione tratta dal sito della ASL di Viterbo.

Lavori su materiali contenenti amianto (MCA). La notifica all’organo di vigilanza e la redazione del piano di lavoro, sono disciplinati dagli articoli 250 e 256 del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 che per comodità si riportano:
Articolo 250. Notifica
1. Prima dell’inizio dei lavori di cui all’articolo 246 (N.d.r. : attività lavorative che possono comportare, per i lavoratori, un‘esposizione ad amianto, quali manutenzione, rimozione dell‘amianto o dei materiali contenenti amianto, smaltimento e trattamento dei relativi rifiuti, nonché bonifica delle aree interessate), il datore di lavoro presenta una notifica all’organo di vigilanza competente per territorio.
2. La notifica di cui al comma 1 comprende almeno una descrizione sintetica dei seguenti elementi:
a) ubicazione del cantiere;
b) tipi e quantitativi di amianto manipolati;
c) attività e procedimenti applicati;
d) numero di lavoratori interessati;
e) data di inizio dei lavori e relativa durata;
f) misure adottate per limitare l’esposizione dei lavoratori all’amianto.
3. Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori o i loro rappresentanti abbiano accesso, a richiesta, alla documentazione oggetto della notifica di cui ai commi 1 e 2.
4. Il datore di lavoro, ogni qualvolta una modifica delle condizioni di lavoro possa comportare un aumento significativo dell’esposizione alla polvere proveniente dall’amianto o da materiali contenenti amianto, effettua una nuova notifica.

Articolo 256. Lavori di demolizione o rimozione dell’amianto
1. I lavori di demolizione o di rimozione dell’amianto possono essere effettuati solo da imprese rispondenti ai requisiti di cui all‘articolo 212 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.
2. Il datore di lavoro, prima dell’inizio di lavori di demolizione o di rimozione dell‘amianto o di materiali contenenti amianto da edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonché dai mezzi di trasporto, predispone un piano di lavoro.
3. Il piano di cui al comma 2 prevede le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro e la protezione dell’ambiente esterno.
4. Il piano, in particolare, prevede e contiene informazioni sui seguenti punti:
a) rimozione dell‘amianto o dei materiali contenenti amianto prima dell‘applicazione delle tecniche di demolizione, a meno che tale rimozione non possa costituire per i lavoratori un rischio maggiore di quello rappresentato dal fatto che l‘amianto o i materiali contenenti amianto vengano lasciati sul posto;
b) fornitura ai lavoratori di idonei dispositivi di protezione individuale;
c) verifica dell‘assenza di rischi dovuti all‘esposizione all‘amianto sul luogo di lavoro, al termine dei lavori di demolizione o di rimozione dell‘amianto;
d) adeguate misure per la protezione e la decontaminazione del personale incaricato dei lavori;
e) adeguate misure per la protezione dei terzi e per la raccolta e lo smaltimento dei materiali;
f) adozione, nel caso in cui sia previsto il superamento dei valori limite di cui all‘articolo 254, delle misure di cui all‘articolo 255, adattandole alle particolari esigenze del lavoro specifico;
g) natura dei lavori, data di inizio e loro durata presumibile;
h) luogo ove i lavori verranno effettuati;
i) tecniche lavorative adottate per la rimozione dell‘amianto;
l) caratteristiche delle attrezzature o dispositivi che si intendono utilizzare per attuare quanto previsto dalle lettere d) ed e).
5. Copia del piano di lavoro è inviata all’organo di vigilanza, almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Se entro il periodo di cui al precedente capoverso l‘organo di vigilanza non formula motivata richiesta di integrazione o modifica del piano di lavoro e non rilascia prescrizione operativa, il datore di lavoro può eseguire i lavori. L‘obbligo del preavviso di trenta giorni prima dell‘inizio dei lavori non si applica nei casi di urgenza. In tale ultima ipotesi, oltre alla data di inizio, deve essere fornita dal datore di lavoro indicazione dell‘orario di inizio delle attività. (2)
6. L’invio della documentazione di cui al comma 5 sostituisce gli adempimenti di cui all‘articolo 250.
7. Il datore di lavoro provvede affinché i lavoratori o i loro rappresentanti abbiano accesso alla documentazione di cui al comma 4.

Di seguito puoi scaricare:

La U.o.c. PISLL ed il Centro Regionale Amianto (Laboratorio di Igiene Industriale) della Azienda USL Viterbo, hanno sviluppato una procedura telematica per l’invio, attraverso applicativo web, delle Notifiche e dei Piani di Lavoro.
Il servizio è riservato alle imprese abilitate e richiede il possesso di credenziali che sono assegnate, previa richiesta, dalla U.o.c. PISLL dell’Azienda USL Viterbo.

Video in cui si parla del problema amianto a Viterbo.

Amianto, la mappatura delle aree scolastiche del Viterbese. Il monitoraggio per la presenza di amianto all’interno degli edifici scolastici permette di mappare le aree del Viterbese che possono rappresentare un potenziale pericolo per gli studenti. Fulvio Cavariani, direttore del laboratorio d’igiene industriale di Civita Castellana ci illustra i risultati fin qui emersi.

Viterbo è una città del Lazio che presenta una buona concentrazione di coperture in lastre di eternit con amianto e di coibentazioni in amianto friabile presenti negli scantinati di molti edifici a formare la coibentazione delle tubazioni degli impianti di riscaldamento.

Le normative regionali del Lazio, consultabili a questo indirizzo, prevedono delle azioni da conseguire per l’eliminazione dei pericoli prodotti da questo manufatto.

Tutte le attività di produzione di amianto sono definitivamente cessate nell’aprile 1994. Le industrie di produzione di manufatti di amianto si sono ormai riconvertite o hanno chiuso; quelle che installavano o utilizzavano tali manufatti impiegano prodotti sostitutivi. Di conseguenza, il censimento di queste imprese, che aveva in origine lo scopo di valutare progressi ed ostacoli nell’abbandono dell’amianto, ha oggi esclusivamente una valenza epidemiologica nei confronti dei lavoratori ex-esposti;

il massiccio impiego di amianto effettuato in passato ha determinato l’immissione nell’ambiente di numerosi manufatti e prodotti contenenti amianto, alcuni dei quali assai duraturi, quali treni, natanti, tram e metropolitane, edifici ed impianti industriali. Tali situazioni possono rappresentare un rischio per la salute attraverso due differenti modalità: da un lato le attività di modifica, riparazione e demolizione; dall’altro l’esposizione dovuta al normale impiego (presenza nell’edificio, impiego del mezzo di trasporto, ecc.). La prima modalità riguarda un gruppo limitato di popolazione costituito dai lavoratori addetti a tali interventi, ma può comportare livelli di rischio anche molto elevati; la seconda modalità può riguardare gruppi molto estesi di popolazione, ma rappresenta normalmente un rischio estremamente contenuto;

Con particolare riguardo alla casistica indicata, le azioni che prioritariamente il piano deve intraprendere sono:

  • il censimento delle situazioni di pericolo;
  • la formazione degli operatori dei dipartimenti di prevenzione;
  • la dotazione strumentale dei dipartimenti di prevenzione; l’informazione dei cittadini;
  • l’informazione/formazione delle aziende che esercitano attività a contatto con amianto;
  • la formazione degli addetti delle ditte di bonifica per il rilascio dei titoli di abilitazione.

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Viterbo ? che fare?

Per edifici di Viterbo costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Roma bonifica amianto

Roma bonifica amianto

Documentazione tratta dal sito del comune di Roma.

Rimozione materiali contenenti amianto. Si segnala l’avvio di un nuovo servizio che AMA S.p.A., Azienda Municipale Ambiente di Roma Capitale, mette a disposizione di tutti i cittadini romani. Si tratta della “rimozione materiali contenenti amianto” indispensabile per migliorare la messa in sicurezza e tutelare la salute della città. L’amianto può essere presente in numerosi manufatti edili: canne fumarie, serbatoi idrici, coperture. Può inoltre trovarsi in alcuni rivestimenti per pavimenti (linoleum) o negli intonaci applicati a spruzzo per il rivestimento di superfici con funzioni fonoassorbenti, termoisolanti e/o di resistenza al fuoco. L’ AMA S.p.A. ha attivato un canale di comunicazione per richiedere tutte le informazioni (li cui avrete bisogno, tramite e-mail bonifica.amianto@amaroma.it ed il sito istituzionale www.amaroma.it.

Video in cui si parla del problema amianto a Roma.

M5S: Scandalo Amianto a Roma.

Roma è una città del Lazio che presenta una buona concentrazione di coperture in lastre di eternit con amianto e di coibentazioni in amianto friabile presenti negli scantinati di molti edifici a formare la coibentazione delle tubazioni degli impianti di riscaldamento.

Le normative regionali del Lazio, consultabili a questo indirizzo, prevedono delle azioni da conseguire per l’eliminazione dei pericoli prodotti da questo manufatto.

Tutte le attività di produzione di amianto sono definitivamente cessate nell’aprile 1994. Le industrie di produzione di manufatti di amianto si sono ormai riconvertite o hanno chiuso; quelle che installavano o utilizzavano tali manufatti impiegano prodotti sostitutivi. Di conseguenza, il censimento di queste imprese, che aveva in origine lo scopo di valutare progressi ed ostacoli nell’abbandono dell’amianto, ha oggi esclusivamente una valenza epidemiologica nei confronti dei lavoratori ex-esposti;

il massiccio impiego di amianto effettuato in passato ha determinato l’immissione nell’ambiente di numerosi manufatti e prodotti contenenti amianto, alcuni dei quali assai duraturi, quali treni, natanti, tram e metropolitane, edifici ed impianti industriali. Tali situazioni possono rappresentare un rischio per la salute attraverso due differenti modalità: da un lato le attività di modifica, riparazione e demolizione; dall’altro l’esposizione dovuta al normale impiego (presenza nell’edificio, impiego del mezzo di trasporto, ecc.). La prima modalità riguarda un gruppo limitato di popolazione costituito dai lavoratori addetti a tali interventi, ma può comportare livelli di rischio anche molto elevati; la seconda modalità può riguardare gruppi molto estesi di popolazione, ma rappresenta normalmente un rischio estremamente contenuto;

Con particolare riguardo alla casistica indicata, le azioni che prioritariamente il piano deve intraprendere sono:

  • il censimento delle situazioni di pericolo;
  • la formazione degli operatori dei dipartimenti di prevenzione;
  • la dotazione strumentale dei dipartimenti di prevenzione; l’informazione dei cittadini;
  • l’informazione/formazione delle aziende che esercitano attività a contatto con amianto;
  • la formazione degli addetti delle ditte di bonifica per il rilascio dei titoli di abilitazione.

Benchè a breve questo manufatto dovrà essere smaltito completamente i lavori di bonifica e smaltimento di eternit o di amianto friabile nella città di Roma sono ancora in forte ritardo complice anche la crisi economica che stiamo attraversando.

Anche gli incentivi governativi a Roma non sembra abbiano dato e stiano dando un grosso contributo, specialmente per i complessi industriali e le aziende agricole, a risolvere la problematica.

Anche per l’anno 2015 gli incentivi verranno riproposti a Roma e saranno corrisposti anche per il solo smaltimento delle lastre di eternit che magari in molti casi sono accatastate nei giardini, negli orti, a copertura di ripostigli , box auto, legnaie ecc. ecc.

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Roma ? che fare?

Per edifici di Roma costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Rieti bonifica amianto

Rieti bonifica amianto

Documentazione tratta dal sito del comune di Rieti.

Rimozione di Amianto. L’amianto è stato utilizzato fino agli anni ottanta per produrre cemento-amianto (eternit), per la coibentazione di edifici, tetti, navi, treni, come materiale per l’edilizia (tegole, pavimenti, tubazioni, vernici), nelle tute dei vigili del fuoco, nelle auto (vernici, parti meccaniche), ma anche per la fabbricazione di corde, plastica e cartoni. È un materiale molto comune in natura. Il suo impiego è fuori legge dal 1992. La presenza di materiali costituiti da amianto non è di per se’ pericolosa. Se il materiale è in buone condizioni è molto improbabile che rappresenti un rischio per la salute e pertanto è inopportuna la bonifica. Al contrario, quando le superfici di eternit dei capannoni divengono friabili al tatto e iniziano a sfaldarsi, a causa dell’azione di agenti esterni come la pioggia o gli urti, è NECESSARIO e OBBLIGATORIO per legge RIMUOVERLE. Infatti, in questo caso, si sprigionano particelle di amianto, fibre di amianto, altamente dannose per la salute dei cittadini. Ogni cittadino può segnalare alla ASL Rieti , la presenza di amianto che verrà valutata e successivamente si procederà alla eventuale rimozione secondo le indicazioni di legge.

Video in cui si parla del problema amianto a Rieti.

Amianto nelle scuole, nelle caserme, negli ospedali e negli altri luoghi di vita e di lavoro.

Rieti è una città del Lazio che presenta una buona concentrazione di coperture in lastre di eternit con amianto e di coibentazioni in amianto friabile presenti negli scantinati di molti edifici a formare la coibentazione delle tubazioni degli impianti di riscaldamento.

Le normative regionali del Lazio, consultabili a questo indirizzo, prevedono delle azioni da conseguire per l’eliminazione dei pericoli prodotti da questo manufatto.

Tutte le attività di produzione di amianto sono definitivamente cessate nell’aprile 1994. Le industrie di produzione di manufatti di amianto si sono ormai riconvertite o hanno chiuso; quelle che installavano o utilizzavano tali manufatti impiegano prodotti sostitutivi. Di conseguenza, il censimento di queste imprese, che aveva in origine lo scopo di valutare progressi ed ostacoli nell’abbandono dell’amianto, ha oggi esclusivamente una valenza epidemiologica nei confronti dei lavoratori ex-esposti;

il massiccio impiego di amianto effettuato in passato ha determinato l’immissione nell’ambiente di numerosi manufatti e prodotti contenenti amianto, alcuni dei quali assai duraturi, quali treni, natanti, tram e metropolitane, edifici ed impianti industriali. Tali situazioni possono rappresentare un rischio per la salute attraverso due differenti modalità: da un lato le attività di modifica, riparazione e demolizione; dall’altro l’esposizione dovuta al normale impiego (presenza nell’edificio, impiego del mezzo di trasporto, ecc.). La prima modalità riguarda un gruppo limitato di popolazione costituito dai lavoratori addetti a tali interventi, ma può comportare livelli di rischio anche molto elevati; la seconda modalità può riguardare gruppi molto estesi di popolazione, ma rappresenta normalmente un rischio estremamente contenuto;

Con particolare riguardo alla casistica indicata, le azioni che prioritariamente il piano deve intraprendere sono:

  • il censimento delle situazioni di pericolo;
  • la formazione degli operatori dei dipartimenti di prevenzione;
  • la dotazione strumentale dei dipartimenti di prevenzione; l’informazione dei cittadini;
  • l’informazione/formazione delle aziende che esercitano attività a contatto con amianto;
  • la formazione degli addetti delle ditte di bonifica per il rilascio dei titoli di abilitazione.

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Rieti ? che fare?

Per edifici di Rieti costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Latina bonifica amianto

Latina bonifica amianto

Dagli archivi storici dell’Osservatorio Nazionale Amianto un video agghiacciante che mostra la lavorazione dell’amianto in Eternit.

Latina è una città del Lazio che presenta una buona concentrazione di coperture in lastre di eternit con amianto e di coibentazioni in amianto friabile presenti negli scantinati di molti edifici a formare la coibentazione delle tubazioni degli impianti di riscaldamento.

Le normative regionali del Lazio, consultabili a questo indirizzo, prevedono delle azioni da conseguire per l’eliminazione dei pericoli prodotti da questo manufatto.

Tutte le attività di produzione di amianto sono definitivamente cessate nell’aprile 1994. Le industrie di produzione di manufatti di amianto si sono ormai riconvertite o hanno chiuso; quelle che installavano o utilizzavano tali manufatti impiegano prodotti sostitutivi. Di conseguenza, il censimento di queste imprese, che aveva in origine lo scopo di valutare progressi ed ostacoli nell’abbandono dell’amianto, ha oggi esclusivamente una valenza epidemiologica nei confronti dei lavoratori ex-esposti;

il massiccio impiego di amianto effettuato in passato ha determinato l’immissione nell’ambiente di numerosi manufatti e prodotti contenenti amianto, alcuni dei quali assai duraturi, quali treni, natanti, tram e metropolitane, edifici ed impianti industriali. Tali situazioni possono rappresentare un rischio per la salute attraverso due differenti modalità: da un lato le attività di modifica, riparazione e demolizione; dall’altro l’esposizione dovuta al normale impiego (presenza nell’edificio, impiego del mezzo di trasporto, ecc.). La prima modalità riguarda un gruppo limitato di popolazione costituito dai lavoratori addetti a tali interventi, ma può comportare livelli di rischio anche molto elevati; la seconda modalità può riguardare gruppi molto estesi di popolazione, ma rappresenta normalmente un rischio estremamente contenuto;

Con particolare riguardo alla casistica indicata, le azioni che prioritariamente il piano deve intraprendere sono:

  • il censimento delle situazioni di pericolo;
  • la formazione degli operatori dei dipartimenti di prevenzione;
  • la dotazione strumentale dei dipartimenti di prevenzione; l’informazione dei cittadini;
  • l’informazione/formazione delle aziende che esercitano attività a contatto con amianto;
  • la formazione degli addetti delle ditte di bonifica per il rilascio dei titoli di abilitazione.

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Latina ? che fare?

Per edifici di Latina costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.

Frosinone bonifica amianto

Frosinone bonifica amianto

Documentazione tratta dal sito della ASL di Frosinone.

Progetto Amianto. Viviamo in un complesso mondo tecnologico e molte delle cose che facciamo o che sono state fatte, comportano rischi per la salute e per l’ambiente. Ma proprio perché questi rischi sono frutto delle azioni umane, possono essere conosciuti e controllati sulla base di principi scientifici e con la partecipazione  dei soggetti ai quali è demandata la cura della salute pubblica.

La consapevolezza del rischio derivante dall’esposizione a fibre di amianto è relativamente recente e suscita reazioni diverse che spesso vanno dalla paura alla noncuranza totale. Per questo motivo il Dipartimento di Prevenzione della ASL di Frosinone, che da anni si occupa della valutazione e della gestione di questo rischio, presenta ai Comuni della nostra provincia il progetto “Amianto in casa… un problema tante soluzioni”.

Tale progetto è inteso come campagna di informazione rivolta ai cittadini, per sensibilizzarli sulle modalità corrette di bonifica e smaltimento dell’amianto presente negli ambienti di vita, mediante materiale informativo che gli Uffici Tecnici comunali potranno poi distribuire agli utenti.

Il gruppo di lavoro del “Progetto Amianto” è nato nel 1999 nel Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda USL di Frosinone e coinvolge figure professionali appartenenti alle Aree dell’Igiene Pubblica e della Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro.

La creazione di detto gruppo di lavoro deriva dall’esigenza di fornire alle utenze pubbliche e private ed agli operatori del settore ogni utile informazione sul «problema amianto», dalla semplice valutazione della pericolosità alle modalità di bonifica.

Il gruppo è composto da un biologo appartenente all’Area della Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, che ha funzioni di coordinamento, da un medico appartenente alla stessa Area, che si occupa dei lavoratori ex esposti ed esposti al rischio amianto, da un medico appartenente all’Area Igiene Pubblica, da 3 Tecnici della Prevenzione appartenenti all’Area della Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro.

È attivo un laboratorio per l’accertamento della presenza di amianto nei manufatti, al quale i cittadini possono accedere tramite il Centro Unico di Prenotazione (CUP) di Via Armando Fabi.

Video in cui si parla del problema amianto a Frosinone.

AMIANTO ZONA AD ALTO RISCHIO: storie dalla EX CEMAMIT di Ferentino

Frosinone è una città del Lazio che presenta una buona concentrazione di coperture in lastre di eternit con amianto e di coibentazioni in amianto friabile presenti negli scantinati di molti edifici a formare la coibentazione delle tubazioni degli impianti di riscaldamento.

Le normative regionali del Lazio, consultabili a questo indirizzo, prevedono delle azioni da conseguire per l’eliminazione dei pericoli prodotti da questo manufatto.

Tutte le attività di produzione di amianto sono definitivamente cessate nell’aprile 1994. Le industrie di produzione di manufatti di amianto si sono ormai riconvertite o hanno chiuso; quelle che installavano o utilizzavano tali manufatti impiegano prodotti sostitutivi. Di conseguenza, il censimento di queste imprese, che aveva in origine lo scopo di valutare progressi ed ostacoli nell’abbandono dell’amianto, ha oggi esclusivamente una valenza epidemiologica nei confronti dei lavoratori ex-esposti;

il massiccio impiego di amianto effettuato in passato ha determinato l’immissione nell’ambiente di numerosi manufatti e prodotti contenenti amianto, alcuni dei quali assai duraturi, quali treni, natanti, tram e metropolitane, edifici ed impianti industriali. Tali situazioni possono rappresentare un rischio per la salute attraverso due differenti modalità: da un lato le attività di modifica, riparazione e demolizione; dall’altro l’esposizione dovuta al normale impiego (presenza nell’edificio, impiego del mezzo di trasporto, ecc.). La prima modalità riguarda un gruppo limitato di popolazione costituito dai lavoratori addetti a tali interventi, ma può comportare livelli di rischio anche molto elevati; la seconda modalità può riguardare gruppi molto estesi di popolazione, ma rappresenta normalmente un rischio estremamente contenuto;

Con particolare riguardo alla casistica indicata, le azioni che prioritariamente il piano deve intraprendere sono:

  • il censimento delle situazioni di pericolo;
  • la formazione degli operatori dei dipartimenti di prevenzione;
  • la dotazione strumentale dei dipartimenti di prevenzione; l’informazione dei cittadini;
  • l’informazione/formazione delle aziende che esercitano attività a contatto con amianto;
  • la formazione degli addetti delle ditte di bonifica per il rilascio dei titoli di abilitazione.

Sospetta presenza di amianto nel suo immobile a Frosinone ? che fare?

Per edifici di Frosinone costruiti prima del 1994, occorre un po’ più d’attenzione, in caso di ristrutturazione, riparazione o lavori di risanamento è possibile ancor oggi riportare alla luce materiali contenenti amianto. Per questo motivo è fondamentale saper riconoscere i materiali contenenti amianto e sapere come intervenire se si sospetta la presenza di amianto. L’amianto non è ancora scomparso dalle case e dagli appartamenti; se in un edificio è presente del materiale contenente amianto, bisogna adottare adeguate misure per proteggere la salute degli occupanti da un’eventuale contaminazione. L’urgenza di una misura a tutela della salute si valuta sulla base di numerosi fattori per questa ragione, le valutazioni del caso devono essere svolte da personale qualificato e competente.